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Chi è Roberto Gentile

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diego borrellistar travel network logo qNetwork News intervista Diego Borrelli, resp. vendite Campania e coordinatore nazionale di Star Travel Network (la rete di proprietà di Valtur, guidata da Giorgio Lotti; napoletano, 33 anni e un back ground già di rilievo, tra tour operating (Sprintours, In Viaggi, Valtur) e network (Uvet), con le idee già chiare.

Domanda - Star Travel Network (oltre 100 agenzie affiliate a marzo 2016 - ndr) sta andando bene, perché? Risposta - In effetti stiamo riscuotendo un successo superiore alle nostre aspettative, che non ha risentito del fatto di essere partiti a stagione inoltrata, quando molti contratti con altri network erano già stati rinnovati. Abbiamo affiliato agenzie storiche, alcune mai precedentemente legate a una rete. Hanno pesato la bontà del progetto e le novità commerciali, la tecnologia applicata e il peso del marchio Valtur: credo che un network di proprietà di un t.o. abbia maggiori opportunità di uno indipendente. D - Dovesse mettersi in proprio, domattina, cosa farebbe: il t.o. o il network? R - Beh, tutti e due. Perché credo che industria e distribuzione siano parti, ormai inscindibili, di uno stesso “corpo” e non possano fare a meno l’uno dell’altra. Fonderei un’azienda dinamica e tecnologica, flessibile e sempre disposta a cambiare, con personale preparato e motivato. E giovane, perché le nuove generazioni - oltre a rappresentare il futuro - hanno sviluppato modalità di ricerca, acquisto, consumo, del tutto diverse da quelle di chi le ha precedute. D - Ha sempre trattato con le agenzie: c’è qualche differenza tra quelle del nord e quelle del sud? R - Non vedo una sostanziale distanza tra nord e sud, se non per i tempi: quelli delle metropoli sono più frenetici che in provincia; a Napoli si trova sempre il tempo per un caffè, a Milano succede di risolvere tutto con una telefonata. Vedo maggiori differenze tra le agenzie storiche, che si distinguono per preparazione e professionalità, e le neo-aperte, che magari sono più portate a lavorare su web e social. Tutte, comunque, dovrebbero dare spazio ai giovani, perché di quelli con tanta voglia di lavorare e disposti a imparare ne conosco tanti. Al nord e al sud.