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buon-viaggio.jpgRequiem per un network. Sarebbe questo il titolo giusto per l’epilogo di Buon Viaggio Network, rete che ha segnato la storia del networking turistico italiano e che abbandona la scena col già visto corteo di avvocati in lite, creditori in ambasce e - ovviamente - colleghi lasciati a casa. Oggi Buon Viaggio SpA è una società “inoperativa”, ovvero non ha che un paio di dipendenti e una sede milanese ormai svuotata, ha perso tutte le agenzie affiliate ed è sommersa dai debiti. Fonti affidabili parlano di 3/400.000 euro di mancati pagamenti BSP, ma soprattutto di un buco di 8 milioni di euro nei confronti dei tour operator, in primis Alpitour, Ventaglio e Costa Crociere. Dopo varie ridistribuzioni di quote e la graduale uscita dei soci fondatori, tra i quali il presidente “storico” Adriano Biella, Buon Viaggio SpA appartiene per il 98,8% a Soglia Hotel  Group Srl, la società alberghiera del discusso imprenditore salernitano Gerardo Soglia. In UVET ITN, Gattinoni Travel Network e G40 si sono ormai accasate le poche decine di agenzie Buon Viaggio Network, rimaste fino all’ultimo in una rete che - negli anni di massimo  successo - raggiungeva le 300 unità e rappresentava un bench-mark per chiunque volesse costruire un network in Italia. Una prece.

 

marchio_opentravelnetwork.gifOpen Travel Network è un network di agenzie indipendenti con sede a Roma e guidato dal presidente Michele Di Stasio e dal direttore commerciale Giorgio Lotti. Certificato con marchio di qualità, OTN dichiara 300 agenzie affiliate, diffuse in tutto il centro sud Italia (con punte nel Lazio, 85 agenzie e 72 in Campania) e un volume d’affari di 300 milioni di euro nel 2008. Fee per l’adesione di € 750, contributo annuo di € 720 ripartito in quote mensili. Due gli elementi distintivi dell’offerta rivolta alle agenzie: il motore di ricerca Beatrice, data-base nel quale sono raccolti i cataloghi dei t.o. contrattualizzati e che permette all’operatore, con pochi clic, di selezionare la proposta, trasferirla sul monitor e renderla visibile al cliente. La Team-TV, un canale TV su Internet a disposizione di ogni agenzia: che può personalizzarne il palinsesto, per estendere la sua notorietà in rete, ed esporre in vetrina un grande monitor sul quale far scorrere le più attraenti offerte di viaggio. www.opentravelnetwork.com

 

logo-travel-colors.pngTravel Colors, divisione retail di Consulting & Investment, holding che raggruppa aziende di shipping e turismo, è un network catanese nato a dicembre 2007 e guidato da Salvo Lo Re e William Munzone. Con una quarantina di agenzie in rete, tutte in Sicilia, Travel Colors è una rete mista, formata da agenzie di proprietà e affiliate, che si rivolge sia ad imprenditori affermati, sia a giovani determinati ad avviare un’attività nel settore turistico. Alle 5 agenzie di proprietà del Network, le TRAVEL BLU, guidate da agenti di viaggio esperti, che operano da anni e gestiscono cospicui portafogli clienti, si affiancano due proposte di aggregazione: le TRAVEL RED (circa 30), formula rivolta agli operatori già operativi sul mercato, che vogliono avvalersi dei servizi del network (CRS, over commission, help-desk dedicato) e al contempo delegare a Travel Colors le incombenze amministrativo-gestionali e la formazione professionale e operativa dei dipendenti; le TRAVEL GREEN (la cui prima apertura è prevista a febbraio), ovvero il franchising chiavi in mano, rivolto a imprenditori esordienti in questo settore e desiderosi di aprire un’agenzia di viaggi. www.travelcolors.it

 

logo-g40_h5.jpgÈ il network più chiacchierato del momento (insieme a Bluvacanze CisalpinaTours): con 379 agenzie affiliate a febbraio 2009 e un obiettivo di 450 agenzie entro l’anno (e 600 milioni di fatturato) G40 Travel Group  ha mire ambiziose e sembra - quasi - rinfrancato dalla polemica uscita dal polo guidato da Guglielmo Isoardi. Isoardi che però resta azionista di maggioranza e potrebbe mettere in difficoltà la rete guidata dal presidente Loris Guardigli, dal direttore commerciale Agatino Falco e dall’a.d. Rinaldo Bertoletti. La storia di G40 è fortemente intrecciata a quella di altre reti: si è costituita nel 2003 a Legnano (Mi) per iniziativa di un gruppo di agenzie storiche (una quarantina, da cui la denominazione) fortemente radicate sul territorio, in parte provenienti da Comark, la rete sviluppata da Francorosso prima che il t.o. torinese venisse acquisito da Alpitour/Ifil. Grazie a una crescita molto veloce e nonostante i rumors – tutti inconsistenti – che la vedono allearsi con Welcome/Ifil, Travel Co o ITN, nel 2007 è il secondo network, dopo BravoNet, ad abbracciare l’iniziativa di Isoardi: a dicembre 2008, la rottura. Nel frattempo, la diaspora da una Buon Viaggio Network in crisi economica e d’identità fa sì che molte agenzie del centro-nord arrivino in G40: che, adesso, punta decisamente verso il sud Italia.

 

logo_iviaggidilitta.pngI Viaggi di Litta è il marchio di affiliazione della Sisl Srl, società fondata a Cagliari nel 2004 e frutto della passione dei due soci, Ivan Scarpa, proveniente dal settore turistico, e Alessia Littarru (dalla quale deriva la denominazione “Litta”), esperta nell’organizzazione di sistemi distributivi, in particolare reti in franchising. Puntando a una formula mista (filiali in associazione in partecipazione e franchising) e mettendo solide radici in Sardegna, I Viaggi di Litta riunisce oggi 104 agenzie, distribuite in tutta Italia (con punte in Sardegna, Lombardia, Lazio e Puglia). 18.000 euro l’investimento iniziale (comprendente anche la fornitura degli arredi), cinque anni rinnovabili la durata del contratto, nessun contributo pubblicitario. La rapida crescita della rete ha destato la preoccupazione degli agenti di viaggi “tradizionali” e ha giustificato una recente polemica con Fiavet Sardegna, che non  ha esitato ad affermare  che “le agenzie autonome sarde si sentono danneggiate dalla presenza di tante agenzie I Viaggi di Litta in Sardegna”. Scarpa e Littarru, manifestando il proprio stupore per affermazioni così generiche, difendono la propria impresa, anche e soprattutto in Sardegna: “Viviamo in un libero mercato, in cui vige la libera concorrenza. La competizione non dovrebbe essere regolata da associazioni di categoria come la Fiavet, ma lasciata al giudizio di chi conta veramente: il cliente finale".