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Chi è Roberto Gentile

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IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

maniele_tasca.jpgManiele Tasca, 41 anni, è dal 2009 direttore generale del gruppo di distribuzione Selex (3.254 punti vendita, 30mila addetti, insegne come Famila e A&O, fatturato di 8,5 miliardi di euro nel 2009), ma è un nome noto agli addetti ai lavori nel turismo: laureato in economia in Bocconi, dopo esperienze nel largo consumo e in Boston Consulting Group e Bain & Company, approda nel 2004 in Alpitour, prima come dir. marketing, poi come a.d. e dir. gen. Welcome Travel Group. networkn-loghetto.gif gli ha chiesto un parallelo tra i due settori. “La differenza essenziale è che il turismo intermedia servizi e la distribuzione organizzata, invece, beni fisici: la componente logistica gioca un ruolo del tutto diverso. Nella GDO l’alimentare, ad esempio, è più stabile del turismo, come andamento generale: da noi i picchi di vendite raramente superano il +/- 3%, da voi non sono rare variazioni del +/- 20%, mese su mese, di una destinazione o di un prodotto. Nella GDO è più semplice definire una programmazione strategica (3-5 anni) o commerciale (6-12 mesi), perché siamo meno sensibili alle variabili di mercato. I t.o. devono invece stare costantemente “sul pezzo”, essendo alla mercé di elementi esogeni, dal clima alle minacce terroristiche, che colpiscono pesantemente e immediatamente i loro prodotti e il loro mercato. Altro elemento che non aiuta il turismo, la mancanza di dati esterni condivisi. In Alpitour, ad esempio, avevamo una miriade di dati interni (di vendita, di prodotto), però difficilmente confrontabili con dati esterni, affidabili e verificabili. Direi che manca una Nielsen del turismo. Cosa ho portato con me in Selex, da Alpitour/WTG? La cultura del servizio, la flessibilità commerciale e, molto apprezzata, la cura degli eventi aziendali (convention, riunioni commerciali, assemblee), che organizziamo regolarmente, anche per grandi numeri, e che oggi “interpreto” in modo più tecnico e professionale, sfruttando nozioni apprese nei miei anni turistici. Anni dei quali ho un ottimo ricordo, soprattutto in termini di relazioni umane, sperimentate sia nel mio gruppo di lavoro in Welcome che tra gli agenti di viaggi. Ho sempre incontrato persone aperte e positive, in grado di affrontare con piglio le avversità quotidiane. Ottimismo e volontà, ecco due qualità che tutti dovrebbero riconoscere a chi si occupa di turismo”.

 

foto-davide-rosi.jpgIl 2008 si è chiuso con tanti problemi e, soprattutto, con grandi incertezze per il 2009: la vicenda Alitalia, con le negative ripercussioni sui bilanci delle adv, la crisi economica, l’impatto dovuto all’aumento delle tasse rispetto al prezzo del biglietto (grazie all’assurdo inserimento fra queste del fuel surcharge), la sentenza del Tar del Lazio in merito alle commissioni da riconoscere sul valore totale del biglietto: questi solo alcuni degli accadimenti che influenzeranno anche il futuro. Credo che mai come ora sia indispensabile un cambiamento del modello di business del nostro settore, sfruttando al meglio queste situazioni che, con un po’ di intraprendenza e “vision”, possono diventare grandi opportunità. Solo valorizzando diversamente il ruolo della distribuzione travel anche nelle relazioni economiche della filiera di business si può garantire una stabilizzazione nei rapporti fra fornitori e agenzie, una maggiore trasparenza verso il mercato, la valorizzazione delle aziende più innovative e performanti e non solo di quelle più “furbe”, la giusta remunerazione economica e di posizionamento sul mercato di tutti gli attori del business system. Un esempio su tutti? Se il prezzo del biglietto fosse determinato dalle singole agenzie attraverso l’applicazione del proprio mark-up direttamente sulla tariffa (non come è previsto attualmente), non ci sarebbe più necessità di dipendere dalle commissioni e dalle over delle compagnie aeree: l’agenzia diventerebbe finalmente un punto di distribuzione di servizi travel. Il cambiamento sarebbe epocale, ma dubito ci possano essere strade alternative al coraggio ed all’innovazione. Di questo e di molto altro parlo nel mio blog mindtravel.it – Il blog che parla di viaggi con la testa, vi aspetto lì.

Davide Rosi, a.d. e direttore generale BCD Travel

 

foto-letizia-orsini.jpgDi ritorno da alcuni giorni dedicati a incontri con le agenzie di viaggio e ancora impressionata dalla partecipazione delle agenzie e dei tour operator al TTG Incontri di ottobre, mi convinco sempre di più che la scelta di molte low cost di lavorare con il trade sia la strada giusta e che la multicanalità favorisca solo l’allargamento del mercato. Sembra che il mondo si sia ribaltato rispetto a una decina di anni fa, quando la norma era lavorare solo con le compagnie tradizionali, quelle affidabili che pagavano elevate commissioni, mentre le low cost, che cominciavano ad affacciarsi sul mercato, venivano viste con perplessità, soprattutto per il fatto di rivolgersi al consumatore finale eliminando la distribuzione. E nonostante Ryanair abbia definito le agenzie di viaggio “i peggiori parassiti del sistema”, pur avendo in una prima fase lavorato con loro e avendo beneficiato del loro lavoro per affermarsi, la maggior parte delle low cost ha trovato il modo di collaborare con il trade con profitto e soddisfazione per entrambi, tanto che oggi tante agenzie ritengono più affidabili le compagnie low cost di alcune compagnie tradizionali e preferiscono indirizzare proprio su queste i loro clienti. L’argomento richiederebbe molto più spazio, ma se vi interessa sapere di più sulla nascita e l’affermazione delle compagnie low cost vi invito a leggere il mio libro “Volare low cost”, appena pubblicato da Hoepli Editore nella collana “Turismi e turisti”.

Letizia Orsini, country manager TUIfly

 

foto-luca-baldisserotto.jpgIl miglior network è quello che permette al maggior numero di persone di interconnettersi e collaborare attivamente, al fine di raggiungere il proprio scopo con successo e permettendo a ciascun singolo di sviluppare i propri talenti, le proprie passioni e il proprio ruolo! Non vedo futuro per l'agenzia di viaggi il cui titolare deve essere esperto di tutto (viaggi, Internet, marketing, vendite, contabilità ecc..) e non vedo futuro per i network il cui vertice decide tutto e costringe gli altri a seguirlo in modo passivo. Credo nei network che riescono a sviluppare una piattaforma collaborativa aperta, composta da strumenti, risorse e regole che permettano a ciascuno di collaborare attivamente e in tempo reale per vendere, creare prodotti turistici e/o strategie di marketing, in costante contatto e scambio con gli altri membri della stessa rete! Credo che il singolo avrà sempre meno possibilità di farcela in un mondo, come quello turistico, in cui essere agente di viaggi non significa più essere esperti di una destinazione, ma possedere nozioni di comunicazione, marketing, vendite, Internet, contabilità, aspetti legali, tecnologia ecc… Quindi, dal momento che non si può essere esperti di tutto, la soluzione è l’inserimento in un network che permetta di dare e avere le competenze che servono per sviluppare il proprio sogno nel mondo turistico! Grazie al web tutto questo è già fattibile e il mondo del turismo è il settore perfetto per trarne i massimi vantaggi!

Luca Baldisserotto, presidente Evolution Travel

 

foto-enrico-scotti_red.jpgOra che l'aggregazione fra agenzie di viaggi è diventata la parte preminente della distribuzione e mentre il fenomeno delle OLTA basate sulle nuove tecnologie si sta gradualmente ibridando con le forme tradizionali, ripensiamo per un attimo ai colleghi che sono stati i promotori del fenomeno aggregativo, a quegli innovativi imprenditori che dal banco dei loro negozi hanno originato grandi idee e a volte grandi imprese. Non solo per rendere il giusto merito a colleghi come Enrico Allodi della Uvit di Parma, che fu importante promotore negli anni ‘80 della Turbo Italia, oppure come Paolo Chelo della Turisberg di Bergamo che fu ideatore con il sottoscritto di Buon Viaggio Network, per arrivare a esempi come i Patané e i Chianello padri e figli, che sono nel contempo felici esempi di buon ricambio generazionale. Ma anche per riflettere, a partire dalle loro case-history, sul modo articolato in cui è venuta esprimendosi la Grande Distribuzione Organizzata nel turismo, sempre al bivio fra forme forti e forme deboli. Le strutture societarie, la coesione contrattuale interna, la finanza, il conto economico, il marketing, l'organizzazione, i servizi sono tutti aspetti da cui dipenderanno l'impatto di mercato e il futuro dei vari soggetti. Con un'ultima non banale osservazione: raramente nel turismo italiano l'economia di scala ha fatto automaticamente premio, mentre più spesso sono stati efficaci l'esperienza professionale, l'intuito, la flessibilità, il senso pratico, il radicamento sul territorio dei buoni gestori di bottega, i singoli agenti di viaggi. Organizzare questi valori individuali e molteplici in un minimo comun denominatore con caratteristiche unitarie di azienda, questa è la grande sfida della distribuzione di oggi.

Enrico Scotti, amministratore unico gruppo Pontevecchio Servizi