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Chi è Roberto Gentile

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R.GENTILE SCRIVE SU NETWORK NEWS

CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

valeria-moretti.jpg Tanto è stato detto sui network, che il flusso inarrestabile di aggregazione nemmeno più sorprende. Abbiamo vissuto nascita ed evoluzione (o epilogo) di network (o presunti tali) di ogni genere. Viene persino lecito chiedersi quante bolle speculative coesistono nel fenomeno. Oggi i t.o. non si accontentano più di interlocutori che, forti di tante agenzie, chiedono commissioni e fee sempre più elevate. La credibilità di un network si misura in altro. C’è l’esigenza di andare oltre, far emergere necessità e aspettative, condividere strategie, progetti e, perchè no, impegni. Creare un rapporto che non sia di univoca convenienza, ma di reciproca soddisfazione. Per fare questo bisogna, da ambo i lati, fare delle scelte decise per concentrare attività, ottimizzare risorse e investimenti, dare il giusto valore al proprio partner. Se una parte si impegna a vendere in modo consapevole e con logica imprenditoriale, l’altra deve garantire le migliori opportunità di prezzo e prodotto, formazione, supporti commerciali. Il futuro impone una concreta sinergia tra agenzie e t.o., anche per affrontare le incognite del settore. Una fra tante il progresso del social networking nel turismo. MySpace (110 milioni di utenti) ospita Enti Nazionali per il Turismo, mentre in aprile Trip Advisor ha toccato la vetta dei 15 milioni di recensioni. Un dato impressionante, che deve far riflettere.

Valeria Moretti, responsabile relazioni network de i Grandi Viaggi

 

mario-cardone-foto.jpg I network hanno superato le agenzie individuali, questo il dato che emerge da un recente studio di settore commissionato da Sabre a GFK e che ha coinvolto oltre 2.300 agenzie di viaggi in Italia. Quelle appartenenti a network risultano essere il 55% nel 2008 contro il 45% dello scorso anno, segno che la voglia di aggregazione, vuoi per scelta o per necessità, continua a essere in costante ascesa. Un dato sospinto anche dal numero crescente di nuove aperture, per lo più agenzie di piccole dimensioni, che contribuisce ad alimentare il mercato dei network. Il numero di agenzie di viaggi con meno di 400 clienti che hanno acquistato almeno una vacanza rappresenta il 37% sul totale - una crescita record del 29% anno su anno -  a differenza del mercato tra i 400 e i 1000 clienti, in calo del 6,4%, e quello oltre i 1000 clienti sostanzialmente stabile sui valori dello scorso anno. La percentuale di agenzie di viaggi in cui il titolare lavora all’interno della stessa è passata da 80,9% nel 2007 a 81,4% nel 2008 e il numero medio di banconisti per agenzia è passato da 2.7 a 2.6, entrambi indice di un mercato ancora estremamente frammentato, soprattutto se paragonato ai principali mercati europei. Oltre il 40% delle adv dichiara di non utilizzare un sistema gestionale, il 65% di non avere un sito Internet (il 78% di quelli che hanno il sito Internet non offre la possibilità di effettuare prenotazioni online), il 58% di non utilizzare un GDS, il 41% di utilizzare ancora il telefono per la prenotazione di pacchetti turistici e il 49% dichiara di non effettuare alcuna attività di marketing. Dunque, gli spazi di ulteriore crescita e di recupero della marginalità, attraverso maggiori efficienze operative, sono ancora immensi: da qui l’invito per i network nostrani di non lasciarsi sfuggire l’occasione e saper cogliere queste opportunità, attraverso soluzioni e strumenti in grado di recepire le esigenze del mercato e creare valore aggiunto, contribuendo alla crescita di tutto il settore. Con entusiasmo e determinazione, e prima che lo faccia qualcuno dei grandi network stranieri che operano in mercati maggiormente strutturati (vedi Francia e Spagna) e che guardano all’Italia con sempre maggiore interesse. Buon lavoro a tutti!

Mario Cardone, A.D. Sabre Italia & Vice President Sud Europa

 

maderna.jpgInternet ha modificato profondamente l’ “essere” agenti di viaggio. Abbiamo l'agente tradizionale, che sa fare tutto perchè conosce tutto; l'agente improvvisato, che in quindici giorni ha cambiato insegna, da reggiseni e mutandine a viaggi e vacanze; l'agente produttore, che va casa per casa (o telefono per telefono) a caccia di clienti; l'agente “on line”, che vende da casa (o ufficio) dietro un monitor; l'agente stile “cassiera supermercato”; l'agente… che non è, perché abusivo. Poi abbiamo i network: il “gruppo d'acquisto” che riunisce le agenzie “tradizionali” e quello che raduna le agenzie che in quindici giorni cambiano insegna (grazie al loro aiuto e alle “compartecipazioni”); la rete che recupera i nuovi che “non ci sono riusciti” e quell’altra che raggruppa i commessi viaggiatori; i network virtuali che “affittano” il sito ormai affermato (Expedia, Opodo ecc.) e quelli che, purtroppo, prestano il marchio agli abusivi per un tozzo di pane. Evoluzione o involuzione, quindi? Credo che gli agenti “tradizionali” abbiano fatto il loro tempo, perché la moneta cattiva scaccia quella buona e lo sconto fa cambiare agenzia anche al cliente più affezionato. Ma un network serio non può fare a meno di agenti di viaggio professionali. Esperienza, tecnologia e human-touch: chi ne dispone vincerà, agente o network. O tutti e due.

Luigi Maderna, presidente Fiavet Lombardia

 

 

isabella-candelori-new.jpgIl panorama distributivo sta vivendo oggi una rapida evoluzione: una prima fase è stata caratterizzata (soprattutto nel Nord Italia, per quanto riguarda Valtur) dal fenomeno della concentrazione di agenzie in gruppi d’acquisto e network di varia entità. Chi ha scelto di rimanere indipendente è consapevole della propria unicità, del proprio back-ground, del proprio spirito d’impresa, elementi che gli consentono di mantenere un posizionamento forte, e dunque alti margini, nonostante le difficoltà in cui versa non solo il turismo ma l’economia italiana. Forse anche a causa di tale contesto, alla fase di concentrazione segue oggi quella dell’aggregazione tra network: operazioni di natura non più solo commerciale, ma finanziaria, generate dall’esigenza di ottenere un maggior peso contrattuale nei confronti dei t.o. e dalla volontà di stabilire sinergie e compensazioni dal punto di vista delle proprie competenze e della propria offerta di prodotto. Ad aprire la strada sono stati i network Bluvacanze e Cisalpina Tours, cui sono seguiti BravoNet e G40, BuonViaggio e Travel Co. Vedremo domani chi, con propositività e spirito di innovazione, seguirà tale esempio.

Isabella Candelori, Responsabile Vendite Valtur

 

luigi_porro.jpgCapita spesso, di questi tempi, di essere coinvolti in discussioni che cercano di comprendere quali siano i motivi alla base della sostanziale stagnazione dei consumi turistici di filiera e di conseguenza quali le possibili cure per ritrovare lo slancio e la crescita dei tempi migliori. È vero, l’economia generale (italiana ma anche europea) e il nostro settore nello specifico, dal 2001 non stanno più garantendo le soddisfazioni diffuse degli anni ‘90, ma non ci sfugga l’esistenza di aziende che anche in questi anni non facili riescono a distinguersi per risultati brillanti e crescite strabilianti. Cosa accomuna queste imprese? La capacità di innovare, sperimentare, mettersi in gioco! Le aziende italiane negli anni ‘60 (ed i tour operator negli anni ‘80) avevano grande capacità innovativa e in un mercato che cresceva sapevano proporre nuovi prodotti, nuove mete, nuove formule. Oggi che questa capacità è diventata ancora più importante, assistiamo con più difficoltà a qualcuno che innova radicalmente, che si mette in discussione. Forse le motivazioni sono meno forti di un tempo (abbiamo tutti da perdere ad abbandonare la vecchia strada…), ma di sicuro dobbiamo saper ritrovare la strada dell’innovazione se vogliamo essere protagonisti anche domani.

Luigi Porro, amm.re delegato Ventaglio Retail Srl