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L’AGENZIA DEL MESE

alpi vera valturSe l’altissima stagione dei villaggi ex Valtur è stata luci e ombre, idem per l’estate 2018 in generale, soprattutto dal punto di vista delle agenzie. Eccone un - ovviamente parziale - bilancio di fine stagione.

 

Il mare Italia ha venduto da matti, nonostante i prezzi, ma senza il pienone - Se il mondo va bene, l’Italia fa la sua parte. Infatti anche l’estate 2018 ha confermato, come le due precedenti, che villaggi / hotel / Airbnb - dovunque si trovino, basta che sia sul mare - si vendono. Però bisogna essere disposti a spendere un sacco di soldi, almeno ad agosto: sia perché € 9.600 per due settimane (due adulti e due bambini) in uno dei villaggi più richiesti, in Sardegna, è roba da ricchi; sia perché puoi anche spendere una cifra più ragionevole, ma siccome molte strutture sono passate dall’ “all inclusive” di una volta al “soft all inclusive” o al “pensione completa - bevande incluse“, allora devi prepararti a un salasso per la tessera club obbligatoria e/o per ombrellone e lettino. Questo spiega perché offerte e promozioni, bambini gratis e transfer incluso, sono continuate ad arrivare in agenzia, anche in pieno agosto. Anche da quegli operatori che hanno raccattato posti sul mercato fino all’ultimo.

 

Il Mar Rosso è in forte ripresa, e pure la Tunisia - La Tunisia era data per morta, invece.... “Il più 100% di prenotazioni per l’Egitto” dixit Gabriele Burgio e si sa che Alpitour è sempre parca nel dare i numeri. Facciamo che quel 100% in più vale il doppio o il triplo, rispetto all’estate 2017. “Oggi sono circa 14 i voli a settimana per Sharm e Marsa Alam, erano due un anno fa” nota un agente di viaggi molto informato “Una bella fetta di italiani ha lasciato l’Italia per andare nel mare bello e avere la certezza del bel tempo”. Se non succedono guai, scommettiamo che l’anno prossimo saranno il doppio, o il triplo, e nel 2020 il doppio del doppio, o il triplo del triplo?! Perché il prezzo, per una certa fascia di mercato, comanda e un “€ 1.250 finito, due adulti più bambino, in Tunisia ad agosto” neanche alla Pensione Mariuccia a Gatteo a Mare.

 

Chi vende in diretta se ne assume i rischi - Inutile fare nomi, ma basta cercare su Google un “hotel + Sardegna + club” per trovare un sacco di offerte di operatori che vendono tramite agenzia. Agenzia che non può essere contenta di trovarsi il solito cliente che, mentre tu sei al banco con in mano il catalogo, smanetta su Tripadvisor e trova il villaggio che gli stavi proponendo a 200 euro in meno. Due t.o. si sono distinti per correttezza nella gestione delle vendite, almeno da catalogo, quindi ne facciamo i nomi: Alpitour e Veratour. Per gli altri, auspicabile un inverno di riflessione.

 

Il last-minute è morto, o quasi - "Su 100 persone che si presentano all’ultimo momento, quelli intenzionati a partire non sono più di cinque, gli altri vogliono perdere tempo” è il giudizio un po’ tranchant, ma ineccepibile, di Pierluigi Cruciani di H24 Travels di Roma. Primo, il last-minute è in declino perché nessun operatore, con quello che ha pagato le camere d’albergo, è disposto a rimetterci. Poi, perché i charter sul corto raggio sono sempre meno (appunto il Mar Rosso tira). Quindi perché l’andamento delle vendite, nel 2018, è stato schizofrenico: l’advance booking ha funzionato bene solo all’inizio; poi c’è stato un crollo (le elezioni, il brutto tempo, il nuovo governo...) e nessuno ha venduto nulla; infine nel sotto data non si poteva regalare a 500 quello che avevi venduto in advance a 1000.

 

Previsione per l’estate 2019? Meno bene delle precedenti. Si accettano scommesse.

 

whatsapp comboSe c’è un’area del retail turistico italiano che gode di poca pubblicità è il business travel: a dominare infatti è il leisure, in tutte le sue declinazioni, e sulla fusione Alpitour Eden o sul default Valtur ci accapigliamo per  mesi. Di business travel si parla poco e a sprazzi: della fusione tra American Express e HRG, ad esempio, sanno solo gli addetti ai lavori, nonostante valga - in termini di volumi di business - diversi multipli di quella tra Alpitour ed Eden. Perché il business travel è così ancillare al leisure? A mio parere, perché non è abbastanza cool. Non è cool vendere servizi turistici alle aziende, non è cool partecipare a un gara internazionale, non è cool usare un gergo da iniziati (tra rebate, SLA e KPI), non è cool sapere tutto su tool e software di gestione. Da esperto di leisure e non di BT, dico che non è giusto. Il business travel è un oligopolio: poche TMC Travel Management Company si spartiscono la maggioranza del mercato. In Italia si contano quasi sulle dita di una mano: Uvet GBT (partner italiano di American Express), HRG, CWT Carlson Wagonlit Travel, Cisalpina Tours (oggi proprietà di MSC), BCD Travel / Ventura e Blueteam Travel. Alle quali si aggiungono le divisioni corporate di network di estrazione leisure, come Welcome Travel, Gattinoni, Robintur (con la rifondata BTExpert). Oltre a qualche agenzia specializzata, forte sul proprio territorio, come la brianzola Frigerio Viaggi o la capitolina Regent International. All’interno di queste TMC operano ottimi manager, il cui nome è ingiustamente ignoto al grande pubblico: Alfredo Pezzani di Uvet, Roberto Bacchi ex CWT e Seneca Travel Affair, Claudio Miglio di HRG, Giorgio Garcea e Loretta Bartolucci di Cisalpina Tours, Paolo Conti di CWT, Davide Rosi di BCD, Piergiulio Donzelli di Blueteam, Vittorio Amato di Welcome, Michela Bellomo ed Eros Candilotti di Gattinoni. Ecco, di Eros Candilotti (uno dei rari manager con trascorsi nel leisure), oggi direttore commerciale BT di Gattinoni, racconto un gustoso episodio del quale sono stato testimone. In occasione della recente convention del network guidato da Franco Gattinoni a Candilotti, milanese molto empatico, è toccato salire sul palco a parlare di NDC New Distribution Capability, ovvero il nuovo sistema di vendita della biglietteria aerea che dà fastidio (ma loro non lo ammettono) ai GDS. Il tema è ostico, in platea c’erano centinaia di agenti di viaggi e Candilotti è un ottimo speaker: insomma, chi è stato attento ha finalmente capito cosa diavolo sia questa NDC. Diciamo che non tutti sono stati attenti? Appunto, il business travel, questo sconosciuto.

 

primarete fuoridalbranco2018 qsilverado fuoridalbranco1999 q"Un network fuori dal branco” è l’accattivante claim della campagna di affiliazione 2018 di Primarete, per il quale il presidente e fondatore Ivano Zilio rivendica il titolo di MDO Media Distribuzione Organizzata, ovvero una collocazione a metà tra le macro-aggregazioni pigliatutto e le piccole reti indipendenti. Medesimo claim e medesimo visual della campagna 1999 di Silverado, precedente esperienza di rete del vulcanico Zilio. Cliccare per credere. Sono passati vent’anni, ma le buone idee non si buttano mai via.

 

pagelli alessiacombo uvet logoDistricarsi nella struttura di una holding come Uvet, il Gruppo milanese condotto da Luca Patanè e ormai con business che coprono tutta la filiera, è complicato. Nell’impresa ci aiuta Alessia Pagelli, che chiarisce come sia organizzata la distribuzione: “Allora, le società sono due: ad Uvet Travel Network SpA, (diretta da Antonello Lanzellotto) fanno riferimento le agenzie indipendenti, ovvero quelle affiliatesi negli anni, in gran parte  provenienti da ITN, Travel Co. e OTN; Uvet Retail Srl è presieduta da Ezio Birondi (peraltro a.d. del t.o. Settemari) e comprende le agenzie di proprietà e quelle in aip (a marchio Last Minute Tour, Uvet Viaggi e Pomodoro Viaggi) e i PTS Personal Travel Specialist, coordinati da Glauco Auteri”.  Adesso il quadro è più chiaro, ma quante sono le agenzie dell’intera galassia? “Semplice” conclude Pagelli, che parla come direzione commerciale di Uvet Retail “UTN e OTN 840, Uvet Retail 138, totale 978. A queste vanno aggiunti i 93 PTS” di cui “56  attivi in maniera regolare e continuativa”, specificava pochi giorni fa Glauco Auteri. Chi non ha capito alzi la mano e chieda ripetizioni ad Alessia.

 

roberto tedesco italica qAvevamo lasciato Roberto Tedesco (importanti trascorsi in Fabretto Viaggi, Welcome Travel e Parmatour) alle prese con Italica Turismo, gruppo veneto con interessi anche nel networking (ItalicaInTour / We Mondo) e lo ritroviamo promotore di una partnership internazionale con l’incoming al centro. Ecco la puntuale cronaca del direttore del TTG: “Lo spagnolo che non ti aspetti arriva in Italia. Chi attendeva lo sbarco di Barcelò con le sue truppe dovrà attendere ancora qualche mese.Ora è il momento di Logitravel Group (cui appartiene Traveltool - ndr) che il 13 giugno 2018 ha siglato un’intesa con Italica Turismo per dare vita alla newco Italica DMC. La nuova società è controllata al 70% da Italica, gli spagnoli detengono il restante 30%. L’intento è quello di sfondare sul mercato incoming attraverso una piattaforma in grado di offrire prodotti e servizi”. Evidentemente soddisfatto il nuovo a.d. Italica DMC Roberto Tedesco (a sinistra), che nella foto stringe la mano al CEO di Logitravel Group Tomeu Bennasar.