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L’AGENZIA DEL MESE

whatsapp comboSe c’è un’area del retail turistico italiano che gode di poca pubblicità è il business travel: a dominare infatti è il leisure, in tutte le sue declinazioni, e sulla fusione Alpitour Eden o sul default Valtur ci accapigliamo per  mesi. Di business travel si parla poco e a sprazzi: della fusione tra American Express e HRG, ad esempio, sanno solo gli addetti ai lavori, nonostante valga - in termini di volumi di business - diversi multipli di quella tra Alpitour ed Eden. Perché il business travel è così ancillare al leisure? A mio parere, perché non è abbastanza cool. Non è cool vendere servizi turistici alle aziende, non è cool partecipare a un gara internazionale, non è cool usare un gergo da iniziati (tra rebate, SLA e KPI), non è cool sapere tutto su tool e software di gestione. Da esperto di leisure e non di BT, dico che non è giusto. Il business travel è un oligopolio: poche TMC Travel Management Company si spartiscono la maggioranza del mercato. In Italia si contano quasi sulle dita di una mano: Uvet GBT (partner italiano di American Express), HRG, CWT Carlson Wagonlit Travel, Cisalpina Tours (oggi proprietà di MSC), BCD Travel / Ventura e Blueteam Travel. Alle quali si aggiungono le divisioni corporate di network di estrazione leisure, come Welcome Travel, Gattinoni, Robintur (con la rifondata BTExpert). Oltre a qualche agenzia specializzata, forte sul proprio territorio, come la brianzola Frigerio Viaggi o la capitolina Regent International. All’interno di queste TMC operano ottimi manager, il cui nome è ingiustamente ignoto al grande pubblico: Alfredo Pezzani di Uvet, Roberto Bacchi ex CWT e Seneca Travel Affair, Claudio Miglio di HRG, Giorgio Garcea e Loretta Bartolucci di Cisalpina Tours, Paolo Conti di CWT, Davide Rosi di BCD, Piergiulio Donzelli di Blueteam, Vittorio Amato di Welcome, Michela Bellomo ed Eros Candilotti di Gattinoni. Ecco, di Eros Candilotti (uno dei rari manager con trascorsi nel leisure), oggi direttore commerciale BT di Gattinoni, racconto un gustoso episodio del quale sono stato testimone. In occasione della recente convention del network guidato da Franco Gattinoni a Candilotti, milanese molto empatico, è toccato salire sul palco a parlare di NDC New Distribution Capability, ovvero il nuovo sistema di vendita della biglietteria aerea che dà fastidio (ma loro non lo ammettono) ai GDS. Il tema è ostico, in platea c’erano centinaia di agenti di viaggi e Candilotti è un ottimo speaker: insomma, chi è stato attento ha finalmente capito cosa diavolo sia questa NDC. Diciamo che non tutti sono stati attenti? Appunto, il business travel, questo sconosciuto.

 

pagelli alessiacombo uvet logoDistricarsi nella struttura di una holding come Uvet, il Gruppo milanese condotto da Luca Patanè e ormai con business che coprono tutta la filiera, è complicato. Nell’impresa ci aiuta Alessia Pagelli, che chiarisce come sia organizzata la distribuzione: “Allora, le società sono due: ad Uvet Travel Network SpA, (diretta da Antonello Lanzellotto) fanno riferimento le agenzie indipendenti, ovvero quelle affiliatesi negli anni, in gran parte  provenienti da ITN, Travel Co. e OTN; Uvet Retail Srl è presieduta da Ezio Birondi (peraltro a.d. del t.o. Settemari) e comprende le agenzie di proprietà e quelle in aip (a marchio Last Minute Tour, Uvet Viaggi e Pomodoro Viaggi) e i PTS Personal Travel Specialist, coordinati da Glauco Auteri”.  Adesso il quadro è più chiaro, ma quante sono le agenzie dell’intera galassia? “Semplice” conclude Pagelli, che parla come direzione commerciale di Uvet Retail “UTN e OTN 840, Uvet Retail 138, totale 978. A queste vanno aggiunti i 93 PTS” di cui “56  attivi in maniera regolare e continuativa”, specificava pochi giorni fa Glauco Auteri. Chi non ha capito alzi la mano e chieda ripetizioni ad Alessia.

 

roberto tedesco italica qAvevamo lasciato Roberto Tedesco (importanti trascorsi in Fabretto Viaggi, Welcome Travel e Parmatour) alle prese con Italica Turismo, gruppo veneto con interessi anche nel networking (ItalicaInTour / We Mondo) e lo ritroviamo promotore di una partnership internazionale con l’incoming al centro. Ecco la puntuale cronaca del direttore del TTG: “Lo spagnolo che non ti aspetti arriva in Italia. Chi attendeva lo sbarco di Barcelò con le sue truppe dovrà attendere ancora qualche mese.Ora è il momento di Logitravel Group (cui appartiene Traveltool - ndr) che il 13 giugno 2018 ha siglato un’intesa con Italica Turismo per dare vita alla newco Italica DMC. La nuova società è controllata al 70% da Italica, gli spagnoli detengono il restante 30%. L’intento è quello di sfondare sul mercato incoming attraverso una piattaforma in grado di offrire prodotti e servizi”. Evidentemente soddisfatto il nuovo a.d. Italica DMC Roberto Tedesco (a sinistra), che nella foto stringe la mano al CEO di Logitravel Group Tomeu Bennasar.

 

primarete fuoridalbranco2018 qsilverado fuoridalbranco1999 q"Un network fuori dal branco” è l’accattivante claim della campagna di affiliazione 2018 di Primarete, per il quale il presidente e fondatore Ivano Zilio rivendica il titolo di MDO Media Distribuzione Organizzata, ovvero una collocazione a metà tra le macro-aggregazioni pigliatutto e le piccole reti indipendenti. Medesimo claim e medesimo visual della campagna 1999 di Silverado, precedente esperienza di rete del vulcanico Zilio. Cliccare per credere. Sono passati vent’anni, ma le buone idee non si buttano mai via.

 

gattinoni pac man qLa convention Gattinoni 2018 (maggio, Ethra Reserve, padrone di casa Bluserena) sarà segnata per sempre da una slide: quella che mostra un Pac-Man, celebre videogioco degli anni ’80, “creatura sferica di colore giallo che deve mangiare tutti i numerosi puntini disseminati all’interno di un labirinto” (fonte: Wikipedia). Pac-Man è Alpitour e i puntini sono i t.o. “In maniera inaspettata, Alpitour ha concluso l’acquisizione di Eden, dopo aver già messo in pancia altri tour operator” sottolinea dal palco il presidente Franco Gattinoni, come sempre molto diretto “Si tratta di un progetto che ci toccherà, perché parliamo di un fornitore primario e perché l’accordo sposta gli equilibri del mercato. Qualcuno è preoccupato, io invece non vedo pericoli immediati, al di là del fatto che su alcune destinazioni Alpitour, Eden e soci avranno uno share bulgaro. Diminuire le commissioni non conviene a nessuno, non credo abbiano in testa idee del genere. Oltretutto, visto che la distribuzione del Nord Europa conta in media due punti in più di commissione rispetto al nostro mercato, non credo che da noi ci sia necessità di fare qualche pressione”. La platea tira un sospiro di sollievo, ma la preoccupazione rimane.