bann blunet gen17 728 90

Chi è Roberto Gentile

rgentile-bn.jpg

R.GENTILE SCRIVE SU NETWORK NEWS

CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

gattinoni francoLa complessa operazione che ha portato il controllo di Hotelplan e Turisanda a Eden Viaggi, a partire da novembre 2016, ha messo in ombra un dettaglio importante, che Gattinoni ha voluto chiarire con questa nota: “Eden Viaggi rileva il ramo d’azienda Hotelplan Italia con tutte le attività di tour operating. Nell’operazione non rientrano partecipazioni e altri componenti di Hotelplan Italia SpA, tra cui la partecipazione alla compagine societaria di Gattinoni Travel Network Srl (pari al 34% - ndr) e della controllata Gattinoni Mondo di Vacanze Srl. La partecipazione di Gattinoni Travel Network non fa quindi parte dell’operazione di acquisizione di Eden Viaggi, ma rientra sotto il totale controllo del Presidente del Gruppo, Franco Gattinoni”. A ennesima conferma della necessaria indipendenza tra industria e distribuzione, da sempre proclamata dall’imprenditore lecchese.

 

la tazza venereficarra marcoDal 1° dicembre 2016 il sito Venere.com non esiste più. Digitando sul vecchio URL si viene automaticamente indirizzati su Hotels.com, società affiliata di Expedia, con sede a Dallas, Texas, USA. Pochi giorni prima gli iscritti al sito avevano ricevuto la seguente nota: “Sei uno dei nostri affezionati viaggiatori e ci teniamo a farti sapere che il 1° dicembre 2016 Venere si unirà a Hotels.com. Potrai prenotare le stesse strutture alberghiere di Venere.com, con gli stessi prezzi e le stesse offerte, sul sito web Hotels.com, che sicuramente troverai familiare”. Termina così, dopo 22 anni, la storia del primo sito di prenotazioni alberghiere italiano, fondato a Roma nel 1994 da tre studenti di fisica (Matteo Fago, Marco Bellacci e Renata Sarno) e uno di economia (Gianandrea Strekelj): la loro storia è riassunta qui. Marco Ficarra, oggi a.d. di Destination Italia, è stato a.d. di Venere.com dal 2006 al 2008, anno nel quale Expedia ne acquisì il 100% per una cifra (mai ufficialmente dichiarata) pari a circa 200 milioni di euro. Ecco le sue riflessioni: “La tazza nella foto la uso quasi tutti i giorni, è un motivo di gioia e non lo perderò. Si possono dire tante cose rispetto a un marchio importante che scompare: che è uno spreco, oppure che ti dispiace, ma il fatto è che succede spesso, a volte perché falliscono le imprese (PanAm o Kodak, da noi Viaggi del Ventaglio...), a volte perché diventano parte di altri gruppi, e magari nel tempo non se ne giustifica più l’identità e l’indipendenza. Io, per esempio, sono sempre stato appassionato delle Oldsmobile (erano le auto dei gangster americani degli anni tra le due guerre): il marchio era sopravvissuto un secolo dopo l’acquisto da parte della General Motors ed è stato abbandonato solo una decina d'anni fa. Per Venere c'è voluto meno, ma l’obiettivo principale di Expedia, oltre a un bel business alberghiero in Europa, non era il nome (peraltro complesso per i non latini) e neppure i margini (seppure siano stati la base del prezzo pagato), bensì soprattutto il modello di business ’agency’, con pagamento diretto in hotel al check-out, che cresceva molto più di quello ‘merchant’ che usavano loro”. Aggiungiamo che Expedia impedì che Venere finisse a Priceline, che nel 2005 aveva già comprato Booking.com (se fosse successo, forse oggi non ci sarebbero due dominatori del mercato). Ma se devo trovare un paragone automobilistico per Venere, più che alla Oldsmobile mi piace pensare all'Autobianchi (passata alla Fiat) che produceva la A112, più fighetta della 127, scattante come poche (la Abarth 70 cv era una bomba!). Con quel marchio la A112 divenne la Y10, salvando poi per oltre 30 anni il marchio Lancia, che sopravvive ancora adesso per merito della Ypsilon (finché dura, ovviamente) proprio per merito dell'Autobianchi. Chissà se anche Venere ne è capace!”. Auspicio al quale ci uniamo, viva Venere.com.

 

volonline mister holidayVolonline, tour operator outgoing guidato da Luigi Deli e basato a Milano, ha acquisito il controllo del network di agenzie di viaggi Mister Holiday, sede a Castiglione delle Stiviere e condotto dai fondatori Laura Sandrini e Fabio Bignotti. L’operazione, finalizzata il 12 ottobre 2016 dopo una trattativa durata poche settimane, prevede l’ingresso di Fly4you Srl (azionisti Luigi Deli, al 95%, e Antonella Bianchessi, al 5%), titolare del marchio commerciale Volonline, nel capitale sociale di Mister Holiday Srl, per una quota pari al 65%. Il 5% è stato rilevato da Stefano Romani, titolare della società TD Consulenze e da poco collaboratore di Volonline come Industry relations manager. Il restante 30% continua a essere detenuto da Bignotti e Sandrini, che manterranno autonomia operativa nella gestione della rete, che oggi conta 70 agenzie, 65 con una formula assimilabile all’associazione in partecipazione e 5 in franchising. “Abbiamo riscontrato una sintonia rara in questo settore” dichiara Deli. Sintonia evidentemente non trovata nella partnership commerciale che solo pochi mesi fa Sandrini e Bignotti avevano sottoscritto con Bluvacanze, per il progetto Blunet.

 

cit logogandolfi gianvittorioNon se ne parla più da anni, ma nel 2006 il crac della CIT (la Compagnia Italiana Turismo, fondata nel 1927) fece epoca, con i suoi 600 milioni di euro di buco, secondo solo al miliardo di euro che Parmatour aveva bruciato 4 anni prima. Coi tempi della giustizia italiana, la Cassazione ha finalmente confermato 9 condanne definitive, compresa quella del patron Gianvittorio Gandolfi, già condannato agli arresti domiciliari in Corte d’Appello, come riporta il Corriere della Sera del 16.11.2016. Sentenza definitiva ribadita in Cassazione (come riporta il Sole 24Ore del 18.02.2017), che ha bocciato le richieste di revisione delle pene per tutti i condannati, Gianvittorio Gandolfi in primis, condannato a 18 anni di carcere. È la pietra tombale sulla storia quasi centenaria della gloriosa CIT Compagnia Italiana Turismo.

 

buonviaggio silverado serviceteam loghimarchi aggregazioni network non piu attivi1983 2016Sono 125 i network di agenzie (compresi marchi commerciali e aggregazioni temporanee) non più attivi, dal 1983 a oggi. Solo 45 quelli usciti dal mercato negli anni buoni (dal 1983 al 2006). Poi inizia la crisi e in 4 anni ne spariscono altri 33 (dal 2007 al 2010). Infine l’ecatombe, con 47 reti che hanno cessato l’attività solo dal 2011 a oggi. Tutto registrato, tutto certificato, basta cliccare qui. Ecco perché nella distribuzione tradizionale a farla da leoni sono i soli Geo Travel Network, UVET, Welcome Travel, Gattinoni e Bluvacanze. Ecco perché prosegue l’ineluttabile declino dei network indipendenti. Tra i 125, ci sono marchi e imprese note a tutti, ma numerosi pure i network vissuti lo spazio di un mattino: chi ha mai sentito nominare Viaggi di Aran Zan Zan o SIAV by Molise Viaggi? E chi si ricorda di Partire Pool 7 o di Magic Italy? Qualche storia esemplare? Eccola qui, con nomi e cognomi di chi ha rotto il giocattolo. Buon Viaggio Network (Milano, fondato nel 1990 - fallito nel 2010): creato da Enrico Scotti e Paolo Chelo, è stato il primo gruppo d’acquisto evoluto, nel 1999 affiliava 287 agenzie  (che pagavano 40 milioni di lire per aderire) e aveva 200 tour operator sotto contratto, ha inventato il «Patto Chiaro Buon Viaggio» e la centralizzazione dei flussi finanziari. In crisi per colpa di Federico Tralli di Area Banca, che ne rileva il 50% delle quote nel 2001, il colpo finale glielo assesta Gerardo Soglia, che subentra nel 2006 e in 4 anni fa saltare per aria tutto quanto (Gruppo Soglia compreso). Silverado (Padova, fondato nel 1992 - fallito nel 2006): è stato il primo network fondato da Ivano Zilio, all’epoca proveniente dalla grande distribuzione alimentare, avviato con l’acquisizione di un’agenzia di viaggi padovana e culminato nel 2003 con 25 agenzie di proprietà, un centinaio di affiliati e 180 milioni di euro di turn-over. Nel 2004 Zilio cede le proprie quote a Goinfly Srl, software house guidata da Alessandro Gennari, che entra anche nel network Elitaria. Un paio d’anni bastano e a fine 2006 il Tribunale di Padova sancisce il fallimento di Viaggi Silverado SpA, che non c’entra più nulla con Zilio, ma marchio (e agenzie) sono quelle. Service Team Srl (Cuneo, costituita nel 2007 - fusa per incorporazione in Geo nel 2012): è la prima “rete delle reti”, la prima “super-centrale di acquisto” della distribuzione turistica italiana ed è opera di Guglielmo Isoardi, figlio di Lorenzo, fondatore di Alpitour. Nel giro di pochi mesi, tra il 2007 e il 2008, grazie ai veicoli Halley ed Exito, Isoardi riunisce 1.500 agenzie sotto il cappello di Service Team (Bravo Net, Marsupio, HP Vacanze Network,  Fespit, Fly and Go, SoloMondo ed Easy Travel Network), società erogatrice di servizi guidata da Luca Caraffini;  Exito (che ne detiene la maggioranza con il 40%), Marsupio, HP e BravoNet (col 20% ciascuno) sono gli azionisti. Exito controlla anche il 30% circa delle quote di ciascuna delle reti e sarà proprio il 29% detenuto in G40 (che non accetterà di entrare in Service Team) a creare i primi dissidi. Che proseguiranno tra l’ala “movimentista” di Service Team, rappresentata da Luca Caraffini, e quella “conservatrice”, identificata in Massimo Caravita di Marsupio. Tra il 2011 e il 2013 Isoardi cederà le quote detenute in Network Italia, Bravo Net, HP e G40 a, rispettivamente,  UVET, Alpitour e Costa Crociere, Gattinoni. Con una robusta plusvalenza. Il progetto Service Team esaurisce la sua missione.