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Chi è Roberto Gentile

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R.GENTILE SCRIVE SU NETWORK NEWS

CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

paola frigerio“Sento in giro cifre iperboliche, 800, 1000 agenzie, anche oltre. Non fa per noi, noi restiamo piccoli e ne siamo fieri. È la nostra forza da quando siamo nati e che ci porta spesso a essere l'ago della bilancia nel settore. Siamo orgogliosi di essere anomali” dichiara con piglio, al TTG, Paola Frigerio, responsabile programmazione e network di Frigerio Viaggi, network brianzolo sul mercato dal 1999. “Se poi ci volessero comprare? Diciamo che ci dovrebbero dare tanti, ma tanti soldi” sottolineava alla stessa testata a giugno 2016, quando alcune proposte c’erano effettivamente state. Posizione coraggiosa, ma inappuntabile, quella di Frigerio: l’unica possibile in uno scenario dominato dalle 4 macro-aggregazioni e dove i network indipendenti sono in declino.

 

whatsup184flixbus22aug16 qÈ l’operatore del momento, in soli tre anni è diventata la rete di autobus a lunga percorrenza più estesa di Europa. In più, il canale di prenotazione è esclusivamente on line, quindi fornisce un buon esempio di disintermediazione pura. FlixBus, fondata nel 2011 a Monaco di Baviera da tre giovani imprenditori, è sbarcata in Italia solo nel 2015, a giugno 2016 si è mangiata il concorrente scozzese Megabus e chiude l’estate italiana con numeri da record: un milione di passeggeri trasportati, solo a Ferragosto trenta volte i clienti del 2015. Come funziona? “Da una parte c'è FlixBus, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing e del servizio pre e post vendita. Dall’altra ci sono i partner italiani, che si occupano del servizio operativo con mezzi di nuova generazione” spiegavano all’esordio. Bene, l’autore di questa newsletter l’ha provata: il 17 agosto, da Roma Tiburtina a Milano Lampugnano, autobus 518 in partenza alle 12.35. Prenotazione ovviamente on line, sotto data, poco prima di Ferragosto. Costo del biglietto: € 25,50 bagagli inclusi e wi-fi gratuito. Lo stesso giorno, un Frecciarossa o un Italo non costavano meno di € 79, e - visto che siamo ad agosto - si possono anche accettare quasi 8 ore di viaggio, rispetto alle 3 e mezzo dell’alta velocità, per risparmiare più di € 50. Mi presento alla stazione degli autobus di Roma Tiburtina col debito anticipo, di FlixBus non c’è traccia, mi dicono di andare allo “stallo 18” e lì trovo una ventina di persone in attesa. La metà sono stranieri, un paio mi chiedono se è giusto star lì, io spero di sì e vedo arrivare il tipico pullman verde con le frecce arancio, proveniente da Napoli. Pare che all’autista abbiano rubato lo smartphone, quindi i passeggeri in partenza assistono a un colloquio abbastanza concitato tra un’addetta FlixBus (unico elemento di riconoscimento, un cordino arancio e verde al collo) e la centrale operativa, per spiegare che il check-in si farà sul biglietto cartaceo e non sul codice caricato sul telefonino. Gli stranieri non capiscono nulla, ma siamo in Italia, chi ha il cartaceo bene, chi ha il telefonino bene lo stesso. Si parte, con 20 minuti di ritardo, che verranno ampiamente recuperati all’arrivo a Milano. Il pullman è nuovo e ben tenuto. Il “pitch” (ovvero la distanza tra un sedile e l’altro) più ampio del solito, visto che i posti (occupati all’80%) sono solo 48. Toilette a bordo e wi-fi gratuito (la linea è facilmente accessibile, la velocità di navigazione così così). Un messaggio di benvenuto, registrato in italiano e in inglese, ci accoglie mentre usciamo da Roma. È l’ultima presenza di FlixBus, perché dal raccordo anulare fino a Milano il pullman è gestito dall’autista, che agisce in nome e per conto della società di trasporti campana che opera la tratta per conto dei tedeschi. Dell’autista non sapremo mai il nome, né riceveremo un “buongiorno” o un “arrivederci”. Indossa una divisa, ma non ha nulla che richiami FlixBus. Gli chiedo se è possibile mettere un po’ di musica, mi risponde che “è vietato, hanno detto che dà fastidio”. Si fa vivo dopo tre ore, a Firenze nord, per avvisarci che ci fermeremo quaranta minuti e c’intima di essere puntuali, perché lui non ha la lista, quindi chi c’è, c’è, lui parte. Ingiunge “Tutti fuori, vietato restare sul pullman”. A tradurre dall’italiano ci pensano alcuni passeggeri poliglotti; gli stranieri, che ormai in Italia ne hanno viste di ogni, abbozzano. Dopo 20 minuti siamo tutti e 40 sotto il sole, nel parcheggio, hai visto mai che l’autista ha l’ora sbagliata e ci pianta qui... Al quarantesimo minuto si aprono le portiere, saliamo e si riparte. Silenzio per le successive tre ore (i passeggeri smanettano o dormono, nessuno legge un libro o il giornale) e all’arrivo a Lampugnano l’autista ci saluta così: “Ragazzi, ora arriviamo, ognuno prenda la sua immondizia e non lasci niente sul pullman, perché io non pulisco. Ho le chiavi del bagagliaio, quindi regolatevi...”. Gli stranieri, ascoltata la traduzione, scendono pazienti con bagaglio a mano e cartacce. Conclusione, pare di essere su uno dei primi voli Ryanair, tanti anni fa: “Paghi poco, ti portiamo pure a destinazione, cosa pretendi di più?!"

 

colitta caraffini qSi rafforza la posizione degli azionisti di maggioranza di Geo Travel Network SpA, la rete con basi operative a Levata di Curtatone (Mn) e a Fiumicino (Roma): Costa Crociere e Alpitour, che detenevano complessivamente ed equamente l’80%, salgono al 91%. Il restante 9% è ancora ripartito tra l’a.d. Luca Caraffini e il dir. commerciale Dante Colitta. Esce di scena Claudio Busca, con Colitta fondatore nel 2001 di quello che sarebbe diventato HP Vacanze Network. Cedono le rispettive quote anche Fabrizio Filippi e i piccoli azionisti Obexer Hartmann, Mauro Riello e GB Merigo: questi ultimi a fianco di Caraffini fin dal 2005, anno di fondazione di Promo Net SpA / Bravo Net. Mauro Cavallini, anche lui socio della prima ora di Caraffini, mantiene il ruolo manageriale di direttore finanziario di Geo. “Siamo riusciti, in anni difficili, a incrementare gli utili di bilancio di Geo e a far crescere Alpitour e Costa ben oltre la media, sul trade” dichiarava l’a.d. un anno fa. Risultati garantiti anche nel 2016, il che lascia supporre che Caraffini e Colitta determineranno le sorti di Geo ancora per un (bel) po’.

 

marazzini due gattinoniTrattativa complessa (c’erano altre offerte in ballo), ma conclusasi con soddisfazione delle parti il 1^ luglio 2016, quando il network Le Marmotte di Busto Arsizio (Va), facente capo ad Athos Srl e presieduto da Bruno Marazzini, è confluito in Gattinoni Mondo di Vacanze, che – dopo l’acquisizione di One! Travel Experience a febbraio 2016 - punta decisa a raggiungere le 1000 agenzie. Le Marmotte porta in dote 65 agenzie in franchising, visto che l’operazione riguarda solo la rete, mentre l’assetto proprietario formato da business travel, ufficio gruppi e 5 agenzie di proprietà resta in capo ad Athos Srl. “Siamo un network in franchising, con agenzie affezionate e senza turn over, presenti sul territorio anche da 15 anni. L’obiettivo è quello di gestire il network in continuità, senza perdita di identità per le agenzie con insegna Le Marmotte” dichiara fiduciosa la resp. marketing e comunicazione Manuela Marazzini.

 

startravel network logolotti giorgioDue notizie hanno recentemente portato Star Travel Network (la rete di proprietà di Valtur, della quale ci ha parlato il coordinatore nazionale Diego Borrelli) agli onori della cronaca. La prima riguarda la condivisione con Marsupio Group, Fespit e Achille Lauro NeTravel di parte della contrattualistica: “In effetti condividiamo con loro alcuni accordi commerciali, ma non esiste alcuna adesione ad alcun polo, come erroneamente riportato dalla stampa di settore" puntualizza l’a.d. Giorgio Lotti (in foto) “Mentre altri patti li abbiamo siglati per conto nostro”. Puro gruppo d’acquisto, quindi, e nessun disegno strategico in comune. Ben più ricco di conseguenze, invece, il passaggio di proprietà di Valtur da Franjo Ljuljdjuraj alla Investindustrial di Andrea Bonomi, sottoscritto il 28 aprile 2016. L’avvocato Carlo Gagliardi è il primo manager dell’era Bonomi: appena insediatosi come presidente ha sottolineato che la “nuova” Valtur si occuperà di incoming, prima che di outgoing, senza fare alcun accenno alla distribuzione. Troppo presto, un po’ di pazienza.