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Chi è Roberto Gentile

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L’AGENZIA DEL MESE

daniela morettiLo scoop è di Guida Viaggi, che ne scrive ampiamente qui. “CTS Viaggi non è più operativa, l’affitto del relativo ramo d’azienda da parte di NGT si è concluso a ottobre 2015 dichiara Daniela Moretti, responsabile commerciale di CTS Travel. “CTS Travel è il nuovo t.o. nato dalla volontà dell’Associazione Centro Turistico Studentesco e Giovanile di riprendere un ruolo da protagonista nella costruzione e commercializzazione del prodotto turistico, evitando i non sempre felici subappalti degli ultimi anni” puntualizza senza mezzi termini, e aggiunge “A seguito della conclusione dell’affitto del ramo d’azienda (e della cessazione delle attività di CTS Viaggi - ndr) non sussistono relazioni commerciali con NGT. CTS Travel è di proprietà esclusiva dell’Associazione CTS e distributore per l’Italia di Sta Travel International, operatore per il segmento studentesco e giovanile, presente in 60 Paesi. Il target di riferimento resterà quello studentesco e giovanile, la programmazione centrata su corsi di lingua, programmi education, tour selezionati, prodotto incoming”. E le agenzie CTS? “Attualmente la rete CTS si compone prevalentemente di GAB Gruppi Autonomi di Base (la formula di affiliazione storica del “vecchio” CTS - ndr), ovvero associazioni aderenti a CTS, cui si aggiungono un gruppo di agenzie e alcune filiali per un totale di circa 40 punti vendita” conclude ottimista Moretti.

 

vassalluzzo alfredoIn un momento (altro che momento...) di contrazione del mercato, aprire nove punti vendita in un sol colpo è indubbio motivo di orgoglio: le agenzie collocate tra Torino e Teramo, Cosenza e Avellino, Bari e Lecce si aggiungono alla cinquantina già operative sotto l’insegna Travelbuy, network di proprietà della Travelbuy Italia Srl, guidata dall’ amministratore unico Alfredo Vassalluzzo. “È un risultato in controtendenza rispetto al trend generale” riconosce Vassalluzzo “che premia la nostra politica rimasta fedele a un modello organizzativo che incentiva le agenzie, si rinnova e sviluppa continuamente”. E fa affidamento su un contratto casa madre-agenzie di “gestione / collaborazione commerciale”, derivato dall’aip, ma Travelbuy-style.

 

zilio ivanoNon servivano i recenti attentati di Bruxelles a stimolare l’impegno di Ivano Zilio, fondatore e presidente di Primarete Network, sede a Padova e quasi 200 agenzie affiliate. Dopo la precedente campagna “Non farti togliere la libertà di viaggiare” era necessario individuare un claim per sensibilizzare il cliente, sempre più preoccupato, a tornare in agenzia. “Lo facciamo con una locandina da affiggere in vetrina e una t-shirt da indossare, che recitano: “Caro cliente, andare in agenzia ti conviene. Protetto e assicurato”, unito all’hashtag #inagenziaconviene“ spiega Zilio L’obiettivo è quello di incentivare il cliente a varcare la soglia dei nostri punti vendita, perché da noi troverà facilmente informazioni utili per le proprie vacanze, incluse le destinazioni a rischio e quelle tranquille”. Ci voleva, speriamo che il mercato colga l’appello.

 

patane lucaNon si ferma più Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, forte di 2,5 miliardi di euro di turn-over, nel 2015, e molteplici impegni: nell’incoming dalla Cina, nel leisure e nelle associazioni di categoria. Oltre, ovviamente, che nel core-business del BT. E il network? “Nel 2016 pensiamo di raggiungere le 2.200 agenzie affiliate, grazie anche a 2/3 acquisizioni che contiamo di portare a casa entro l’anno” anticipa alla stampa di settore. Restando abbottonato sui nomi, che però girano da mesi, a cominciare da quello di un network con sede a Napoli e commerciale a Roma. A chi gli fa notare che qualche fuoriuscita c’è stata (le ex Travel Co. si sono rimesse in proprio, a decine), Patanè replica che ci sono stati altrettanti ingressi e si concentra su Last Minute Tour SpA, di cui Ezio Birondida ottobre 2014 è presidente e dominus. Verranno gestite da LMT anche la decina di agenzie di proprietà Uvet, che peraltro manterranno il marchio e la connotazione BT-oriented.

 

cardone marioNell’estate 2016 si vende l’Italia. Poche storie, insieme alla Spagna e alla Grecia siamo una delle tre destinazioni top, in cima ai desideri dei turisti provenienti dai ricchi Paesi del Nord Europa. Anzi, per i tedeschi - che qualche problemino in Grecia ce l’hanno - ce la giochiamo coi cugini iberici. Insomma, prepariamoci ad accogliere qualche milione in più dei 53 milioni di arrivi che abbiamo registrato nel 2015 (con un incremento del 50% dal 2001 a oggi, come dichiarato al Forum 2016 di Cernobbio. Senza farsi prendere dal falso mito dell’Italia prima destinazione turistica al mondo, che non saremo mai più. Per accogliere turisti bisogna essere bravi, e per esserlo bisognerebbe eliminare alcuni difetti che ci caratterizzano, e che gli stranieri conoscono bene. Difetti gravi, che ci rendono meno competitivi, efficienti e - in alcuni casi - pure antipatici. Come testimonia l’indagine condotta da Mario Cardone, fondatore di Aurae Hospitality Marketing, che ha chiesto quali essi siano a 15 tra agenzie di viaggi e tour operator stranieri (americani ed europei, tutti specialisti sul prodotto Italia) e li ha implementati con la sua esperienza diretta. Ecco i primi 5, in ordine di gravità.

La scarsa conoscenza delle lingue - L’inglese è parlato dal 38% della popolazione (parlato a livello di minima comprensione e scambio verbale semplice - ndr). Meno del 20% parla due lingue straniere, un dato sorprendentemente basso in un Paese a forte vocazione turistica come l’Italia.

La qualità delle strutture alberghiere - La qualità media delle nostre strutture alberghiere è considerata insufficiente. Molte strutture sono fatiscenti, con servizi scarsi e senza una strategia di pianificazione degli investimenti. N.B. Negli ultimi 5 anni gli arrivi stranieri sono cresciuti del 33% negli hotel 5 stelle, del 23% nei 4 stelle, del 14% nei 3 stelle; sono invece diminuiti in quelli a 2 stelle (-4,7%) e a 1 stella (-7,9%).

La mancanza di standard qualitativi nei servizi - In molte realtà (anche legate ad un turismo di fascia alta) non vi sono standard qualitativi idonei a garantire una uniformità nella qualità percepita dal cliente. Vale a dire che l’esperienza in un resort di lusso può essere eccezionale una volta, e modesta la volta successiva.

L’impreparazione del nostro personale di contatto - Il nostro personale (dal tassista alla guida, dal receptionist al maitre - ndr) è generalmente percepito come poco preparato e ciò si traduce in un servizio poco professionale e disomogeneo. Il ritardo nei pagamenti (le aziende italiane sono notoriamente pessime pagatrici) è indicato come motivo di insoddisfazione e indice di inaffidabilità.

La mancanza di servizi e infrastrutture adeguate - Mancano o funzionano male i servizi di base (trasporti, pulizia, sicurezza, informazioni ai turisti). Viene indicata come criticità anche la difficoltà di accesso alle informazioni e alla prenotazione di molti servizi su internet (trasporti, musei, mostre ecc.). N.B. La query su Google “Bus 64 in Rome pickpockets” genera oltre 67.000 pagine, non a caso.

Quadro poco incoraggiante, certo. E correzioni per le quali serviranno decenni. Ma l’Italia è e resta il Paese dove la maggior parte degli abitanti di questo pianeta vorrebbe venire in vacanza.