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Chi è Roberto Gentile

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R.GENTILE SCRIVE SU NETWORK NEWS

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IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

cit logogandolfi gianvittorioNon se ne parla più da anni, ma nel 2006 il crac della CIT (la Compagnia Italiana Turismo, fondata nel 1927) fece epoca, con i suoi 600 milioni di euro di buco, secondo solo al miliardo di euro che Parmatour aveva bruciato 4 anni prima. Coi tempi della giustizia italiana, la Cassazione ha finalmente confermato 9 condanne definitive, compresa quella del patron Gianvittorio Gandolfi, già condannato agli arresti domiciliari in Corte d’Appello, come riporta il Corriere della Sera del 16.11.2016. Sentenza definitiva ribadita in Cassazione (come riporta il Sole 24Ore del 18.02.2017), che ha bocciato le richieste di revisione delle pene per tutti i condannati, Gianvittorio Gandolfi in primis, condannato a 18 anni di carcere. È la pietra tombale sulla storia quasi centenaria della gloriosa CIT Compagnia Italiana Turismo.

 

volonline mister holidayVolonline, tour operator outgoing guidato da Luigi Deli e basato a Milano, ha acquisito il controllo del network di agenzie di viaggi Mister Holiday, sede a Castiglione delle Stiviere e condotto dai fondatori Laura Sandrini e Fabio Bignotti. L’operazione, finalizzata il 12 ottobre 2016 dopo una trattativa durata poche settimane, prevede l’ingresso di Fly4you Srl (azionisti Luigi Deli, al 95%, e Antonella Bianchessi, al 5%), titolare del marchio commerciale Volonline, nel capitale sociale di Mister Holiday Srl, per una quota pari al 65%. Il 5% è stato rilevato da Stefano Romani, titolare della società TD Consulenze e da poco collaboratore di Volonline come Industry relations manager. Il restante 30% continua a essere detenuto da Bignotti e Sandrini, che manterranno autonomia operativa nella gestione della rete, che oggi conta 70 agenzie, 65 con una formula assimilabile all’associazione in partecipazione e 5 in franchising. “Abbiamo riscontrato una sintonia rara in questo settore” dichiara Deli. Sintonia evidentemente non trovata nella partnership commerciale che solo pochi mesi fa Sandrini e Bignotti avevano sottoscritto con Bluvacanze, per il progetto Blunet.

 

paola frigerio“Sento in giro cifre iperboliche, 800, 1000 agenzie, anche oltre. Non fa per noi, noi restiamo piccoli e ne siamo fieri. È la nostra forza da quando siamo nati e che ci porta spesso a essere l'ago della bilancia nel settore. Siamo orgogliosi di essere anomali” dichiara con piglio, al TTG, Paola Frigerio, responsabile programmazione e network di Frigerio Viaggi, network brianzolo sul mercato dal 1999. “Se poi ci volessero comprare? Diciamo che ci dovrebbero dare tanti, ma tanti soldi” sottolineava alla stessa testata a giugno 2016, quando alcune proposte c’erano effettivamente state. Posizione coraggiosa, ma inappuntabile, quella di Frigerio: l’unica possibile in uno scenario dominato dalle 4 macro-aggregazioni e dove i network indipendenti sono in declino.

 

buonviaggio silverado serviceteam loghimarchi aggregazioni network non piu attivi1983 2016Sono 125 i network di agenzie (compresi marchi commerciali e aggregazioni temporanee) non più attivi, dal 1983 a oggi. Solo 45 quelli usciti dal mercato negli anni buoni (dal 1983 al 2006). Poi inizia la crisi e in 4 anni ne spariscono altri 33 (dal 2007 al 2010). Infine l’ecatombe, con 47 reti che hanno cessato l’attività solo dal 2011 a oggi. Tutto registrato, tutto certificato, basta cliccare qui. Ecco perché nella distribuzione tradizionale a farla da leoni sono i soli Geo Travel Network, UVET, Welcome Travel, Gattinoni e Bluvacanze. Ecco perché prosegue l’ineluttabile declino dei network indipendenti. Tra i 125, ci sono marchi e imprese note a tutti, ma numerosi pure i network vissuti lo spazio di un mattino: chi ha mai sentito nominare Viaggi di Aran Zan Zan o SIAV by Molise Viaggi? E chi si ricorda di Partire Pool 7 o di Magic Italy? Qualche storia esemplare? Eccola qui, con nomi e cognomi di chi ha rotto il giocattolo. Buon Viaggio Network (Milano, fondato nel 1990 - fallito nel 2010): creato da Enrico Scotti e Paolo Chelo, è stato il primo gruppo d’acquisto evoluto, nel 1999 affiliava 287 agenzie  (che pagavano 40 milioni di lire per aderire) e aveva 200 tour operator sotto contratto, ha inventato il «Patto Chiaro Buon Viaggio» e la centralizzazione dei flussi finanziari. In crisi per colpa di Federico Tralli di Area Banca, che ne rileva il 50% delle quote nel 2001, il colpo finale glielo assesta Gerardo Soglia, che subentra nel 2006 e in 4 anni fa saltare per aria tutto quanto (Gruppo Soglia compreso). Silverado (Padova, fondato nel 1992 - fallito nel 2006): è stato il primo network fondato da Ivano Zilio, all’epoca proveniente dalla grande distribuzione alimentare, avviato con l’acquisizione di un’agenzia di viaggi padovana e culminato nel 2003 con 25 agenzie di proprietà, un centinaio di affiliati e 180 milioni di euro di turn-over. Nel 2004 Zilio cede le proprie quote a Goinfly Srl, software house guidata da Alessandro Gennari, che entra anche nel network Elitaria. Un paio d’anni bastano e a fine 2006 il Tribunale di Padova sancisce il fallimento di Viaggi Silverado SpA, che non c’entra più nulla con Zilio, ma marchio (e agenzie) sono quelle. Service Team Srl (Cuneo, costituita nel 2007 - fusa per incorporazione in Geo nel 2012): è la prima “rete delle reti”, la prima “super-centrale di acquisto” della distribuzione turistica italiana ed è opera di Guglielmo Isoardi, figlio di Lorenzo, fondatore di Alpitour. Nel giro di pochi mesi, tra il 2007 e il 2008, grazie ai veicoli Halley ed Exito, Isoardi riunisce 1.500 agenzie sotto il cappello di Service Team (Bravo Net, Marsupio, HP Vacanze Network,  Fespit, Fly and Go, SoloMondo ed Easy Travel Network), società erogatrice di servizi guidata da Luca Caraffini;  Exito (che ne detiene la maggioranza con il 40%), Marsupio, HP e BravoNet (col 20% ciascuno) sono gli azionisti. Exito controlla anche il 30% circa delle quote di ciascuna delle reti e sarà proprio il 29% detenuto in G40 (che non accetterà di entrare in Service Team) a creare i primi dissidi. Che proseguiranno tra l’ala “movimentista” di Service Team, rappresentata da Luca Caraffini, e quella “conservatrice”, identificata in Massimo Caravita di Marsupio. Tra il 2011 e il 2013 Isoardi cederà le quote detenute in Network Italia, Bravo Net, HP e G40 a, rispettivamente,  UVET, Alpitour e Costa Crociere, Gattinoni. Con una robusta plusvalenza. Il progetto Service Team esaurisce la sua missione.

 

whatsup184flixbus22aug16 qÈ l’operatore del momento, in soli tre anni è diventata la rete di autobus a lunga percorrenza più estesa di Europa. In più, il canale di prenotazione è esclusivamente on line, quindi fornisce un buon esempio di disintermediazione pura. FlixBus, fondata nel 2011 a Monaco di Baviera da tre giovani imprenditori, è sbarcata in Italia solo nel 2015, a giugno 2016 si è mangiata il concorrente scozzese Megabus e chiude l’estate italiana con numeri da record: un milione di passeggeri trasportati, solo a Ferragosto trenta volte i clienti del 2015. Come funziona? “Da una parte c'è FlixBus, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing e del servizio pre e post vendita. Dall’altra ci sono i partner italiani, che si occupano del servizio operativo con mezzi di nuova generazione” spiegavano all’esordio. Bene, l’autore di questa newsletter l’ha provata: il 17 agosto, da Roma Tiburtina a Milano Lampugnano, autobus 518 in partenza alle 12.35. Prenotazione ovviamente on line, sotto data, poco prima di Ferragosto. Costo del biglietto: € 25,50 bagagli inclusi e wi-fi gratuito. Lo stesso giorno, un Frecciarossa o un Italo non costavano meno di € 79, e - visto che siamo ad agosto - si possono anche accettare quasi 8 ore di viaggio, rispetto alle 3 e mezzo dell’alta velocità, per risparmiare più di € 50. Mi presento alla stazione degli autobus di Roma Tiburtina col debito anticipo, di FlixBus non c’è traccia, mi dicono di andare allo “stallo 18” e lì trovo una ventina di persone in attesa. La metà sono stranieri, un paio mi chiedono se è giusto star lì, io spero di sì e vedo arrivare il tipico pullman verde con le frecce arancio, proveniente da Napoli. Pare che all’autista abbiano rubato lo smartphone, quindi i passeggeri in partenza assistono a un colloquio abbastanza concitato tra un’addetta FlixBus (unico elemento di riconoscimento, un cordino arancio e verde al collo) e la centrale operativa, per spiegare che il check-in si farà sul biglietto cartaceo e non sul codice caricato sul telefonino. Gli stranieri non capiscono nulla, ma siamo in Italia, chi ha il cartaceo bene, chi ha il telefonino bene lo stesso. Si parte, con 20 minuti di ritardo, che verranno ampiamente recuperati all’arrivo a Milano. Il pullman è nuovo e ben tenuto. Il “pitch” (ovvero la distanza tra un sedile e l’altro) più ampio del solito, visto che i posti (occupati all’80%) sono solo 48. Toilette a bordo e wi-fi gratuito (la linea è facilmente accessibile, la velocità di navigazione così così). Un messaggio di benvenuto, registrato in italiano e in inglese, ci accoglie mentre usciamo da Roma. È l’ultima presenza di FlixBus, perché dal raccordo anulare fino a Milano il pullman è gestito dall’autista, che agisce in nome e per conto della società di trasporti campana che opera la tratta per conto dei tedeschi. Dell’autista non sapremo mai il nome, né riceveremo un “buongiorno” o un “arrivederci”. Indossa una divisa, ma non ha nulla che richiami FlixBus. Gli chiedo se è possibile mettere un po’ di musica, mi risponde che “è vietato, hanno detto che dà fastidio”. Si fa vivo dopo tre ore, a Firenze nord, per avvisarci che ci fermeremo quaranta minuti e c’intima di essere puntuali, perché lui non ha la lista, quindi chi c’è, c’è, lui parte. Ingiunge “Tutti fuori, vietato restare sul pullman”. A tradurre dall’italiano ci pensano alcuni passeggeri poliglotti; gli stranieri, che ormai in Italia ne hanno viste di ogni, abbozzano. Dopo 20 minuti siamo tutti e 40 sotto il sole, nel parcheggio, hai visto mai che l’autista ha l’ora sbagliata e ci pianta qui... Al quarantesimo minuto si aprono le portiere, saliamo e si riparte. Silenzio per le successive tre ore (i passeggeri smanettano o dormono, nessuno legge un libro o il giornale) e all’arrivo a Lampugnano l’autista ci saluta così: “Ragazzi, ora arriviamo, ognuno prenda la sua immondizia e non lasci niente sul pullman, perché io non pulisco. Ho le chiavi del bagagliaio, quindi regolatevi...”. Gli stranieri, ascoltata la traduzione, scendono pazienti con bagaglio a mano e cartacce. Conclusione, pare di essere su uno dei primi voli Ryanair, tanti anni fa: “Paghi poco, ti portiamo pure a destinazione, cosa pretendi di più?!"