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rgentile-bn.jpgcaraffini-luca-bravonet.jpgEra il 2001, una vita turistica fa. Bruno Colombo (che sta preparando il rientro come t.o., in bocca al lupo) era ancora saldamente alla testa del Ventaglio, che non macinava più la crescita a due cifre degli anni precedenti, ma era comunque il n.2 del tour operating italiano.  Il presidente, davanti alla presentazione di due consulenti, piena di grafici e tabelle, era alle prese con un dubbio amletico: make or buy? Make, ovvero costruire un network dal nulla, investire tempo e risorse e metterlo sotto il cappello Ventaglio? O buy, cioè comprarlo bello che fatto, a pezzi o tutto intero, magari alleandosi con qualche network già esistente? Per il make erano i consulenti, che i soldi sapevano dove trovarli e quindi come spartirsi la torta. colombo-bruno-interalia.jpgPer il buy era, tra i primi consultati, Frigerio Viaggi Network, all’epoca rete giovane ma condotta da agenti di viaggi fedeli al Ventaglio e disposti ad accompagnarlo in quella avventura. Chi vinse? Il make.  Un anno dopo Ventaglio Retail era la nuova società di distribuzione del Gruppo, ormai lanciato sulla via dell’integrazione verticale. Qual è la morale di questa storia? Primo, che creare una rete di agenzie costa una barca di soldi e fa perdere un sacco di tempo, soprattutto a coloro che l’agente di viaggi non l’hanno mai fatto. Secondo, che il vecchio detto “Ofelé fa el to mesté” vale anche - soprattutto - per gli agenti di viaggi. Quelli, almeno, che il loro mestiere lo san fare. Prima uno (in tempi molto più sereni di quelli attuali...), poi l’altro, ma Costa Crociere ed MSC sono arrivati alla medesima conclusione: per vendere bisogna conquistare il cliente finale e per arrivarci non c’è (ancora) Internet che tenga, qui da noi servono le agenzie. E se le sono comprate. Le reti, dico, perché le agenzie in gran parte sono e restano indipendenti. Oggi Welcome Travel, Geo (la somma di Bravo Net e HP), Bluvacanze e Cisalpina Tours, più qualche decina di reti collegate (network e centrali, quindi), fanno parte del paniere. Chi comanda è l’industria, chi esegue è la distribuzione: se le agenzie Bluvacanze non venderanno più Costa, la scelta non l’avranno fatta loro. Però a gestire le reti saranno (al momento, poi si vedrà...) agenti di viaggi “tosti”, che i gradi se li sono guadagnati sul campo. Gente come Luca Caraffini o Dante Colitta, più a proprio agio tra i colleghi alla festa del TTG, che al (noioso) tavolo di un consiglio di amministrazione. Il make, però, resta appannaggio di chi l’agente di viaggi l’ha sempre fatto e vorrebbe continuare a farlo senza qualcuno che gli fiati sul collo, forte dei suoi dollari. Infatti Luca Patanè, che non ama farsi dire alcunché da nessuno, e la Coop idem (vedi la querelle con Caprotti di Esselunga) hanno deciso di stare da soli, mettendo insieme reti (Travel Co. per Uvet, Planetario e CTA per Robintur - vedi networkn-loghetto.gif n.33 del 24 febbraio 2012 - e investendoci sopra soldi e persone. Qual è la morale di quest’altra storia? Che i soldi ce li può mettere chiunque (vedi Barclays Bank prima e Investitori Associati, dopo, per Bluvacanze) , ma il pallino è meglio che resti in mano ai Caraffini e ai Patanè della situazione.  Nel frattempo, però, Alpitour World - che detiene il 50% di Welcome e ha condiviso col socio Costa l’acquisizione di Bravo Net e HP - vedi networkn-loghetto.gif n.32 del 20 dicembre 2011 - è finita in mano a due fondi d’investimento, che il loro mestiere certo lo san fare, ma non è quello degli agenti di viaggi. Qual è la morale di quest’ultima storia? Troppo presto per dirlo. Ma il nostro auspicio è che, nelle dispense degli MBA che i finanzieri di grido frequentano ad Harvard, ci sia la traduzione in inglese di  “Ofelé fa el to mesté”...

 

merigo-giambattista.jpgReplica di Giambattista Merigo, titolare di Amerigo Viaggi di Brescia all’articolo “Un network: comprarselo o farselo in casa? L’arduo dilemma”

Ho letto il tuo pezzo... e non la penso proprio come te... in tutti i settori funziona così ma nel turismo... spesso no !!! Qui non è poi così certa la cosa che OFELÈ FA EL TO MESTÈ! Perché allora l’on line avrebbe perso?! Invece in realtà sta sempre più crescendo e i T.O. senza la grande finanza alle spalle dove vanno??? Guarda all’Europa.... non esiste più il sig. Thomas Cook o il sig. Neckermann... e le agenzie di viaggi dove vanno senza i T.O. che le “controllano”??? Cani sciolti ??? Ma le adv vanno a sbattere contro il muro con BILANCI da FAME !!!