Di ritorno da alcuni giorni dedicati a incontri con le agenzie di viaggio e ancora impressionata dalla partecipazione delle agenzie e dei tour operator al TTG Incontri di ottobre, mi convinco sempre di più che la scelta di molte low cost di lavorare con il trade sia la strada giusta e che la multicanalità favorisca solo l’allargamento del mercato. Sembra che il mondo si sia ribaltato rispetto a una decina di anni fa, quando la norma era lavorare solo con le compagnie tradizionali, quelle affidabili che pagavano elevate commissioni, mentre le low cost, che cominciavano ad affacciarsi sul mercato, venivano viste con perplessità, soprattutto per il fatto di rivolgersi al consumatore finale eliminando la distribuzione. E nonostante Ryanair abbia definito le agenzie di viaggio “i peggiori parassiti del sistema”, pur avendo in una prima fase lavorato con loro e avendo beneficiato del loro lavoro per affermarsi, la maggior parte delle low cost ha trovato il modo di collaborare con il trade con profitto e soddisfazione per entrambi, tanto che oggi tante agenzie ritengono più affidabili le compagnie low cost di alcune compagnie tradizionali e preferiscono indirizzare proprio su queste i loro clienti. L’argomento richiederebbe molto più spazio, ma se vi interessa sapere di più sulla nascita e l’affermazione delle compagnie low cost vi invito a leggere il mio libro “Volare low cost”, appena pubblicato da Hoepli Editore nella collana “Turismi e turisti”.
Letizia Orsini, country manager TUIfly