
Stavolta non trattasi di viaggi (perché le agenzie non erano previste, nella galleria commerciale), ma di un clamoroso fallimento, quello del veneziano Fondaco dei Tedeschi, che vale come eccezione alla regola aurea: location, location, location. Stavolta la collocazione nel pieno centro di Venezia non è bastata e il business è saltato per aria, con debiti per decine di milioni e centinaia di dipendenti a spasso. La cronaca, accurata e impietosa, è quella de Il Foglio del 16 novembre 2024, che merita di essere ripresa integralmente:
Lo store del lusso KO a Venezia, ma non è colpa dell’overtourism
Venezia. Un fiasco colossale. A due passi dal Ponte di Rialto. Dopo appena otto anni dall’inaugurazione. Lo sfarzoso centro commerciale del Fondaco dei Tedeschi è stato costretto a chiudere i battenti entro metà 2025: buco in bilancio da 100 milioni di euro, a rischio oltre 400 lavoratori tra dipendenti e indotto. La vicenda trascende Venezia, con la CGIL a chiedere un tavolo di lavoro urgente con il Governo. “Uno sfregio verso tutta la città e non solo” ammette un senatore di Fratelli d’Italia sul territorio. Ma soprattutto un caso di mala gestione. L’inganno di queste ore, tra politica ed eco mediatica, è tracciare la fuorviante equazione tra crisi del lusso - reale, nazionale, globale - e il peso dell’overtourism - altrettanto incontrovertibile - a discapito dei visitatori più abbienti...
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