Per Paolo Barletta, CEO Gruppo Arsenale, “Orient Express è un brand incredibile”
«Pazzo», lo ha tacciato più d’uno. «Incosciente», si è detto talvolta. Eppure oggi, in una Roma insolita - brillante e futuribile - l’imprenditore Paolo Barletta ha smentito tutti. Anzitutto se stesso. Perché il primo dei sei treni Orient Express – La Dolce Vita è lì sui binari e da sogno diventa oggi realtà. Ne seguiranno altri cinque entro il 2027, con il medesimo fil rouge: «crociere ferroviarie» di gran lusso. Prima del taglio del nastro, Paolo Barletta ha tenuto il suo discorso “urbi et orbi” nella Sala presidenziale della Stazione Ostiense. È stato anche il momento dei “grazie”. Uno tra tutti alla sua famiglia, originaria di Frascati, ai Castelli Romani. E in pochi, o forse nessuno, si aspettava che il rampante ceo di Arsenale si emozionasse rivolgendosi alla mamma. Ma così è stato. E un applauso - di quelli veri, scroscianti, da teatro - ha travolto la cerimonia, rendendola per quegli istanti potentemente umana. Anche gli imprenditori d’assalto hanno la mamma.
Donne e modello svedese, secondo Ezio Barroero di Euphemia Lab Travel
Due affermazioni ricche di implicazioni: “Dei nostri 140 Personal Voyager 120, ovvero l’85%, sono donne: tutte professioniste, tutte con anni di esperienza alle spalle, tutte con un portafoglio clienti consolidato da anni. Non solo, dei nostri dipendenti, nelle sedi di Cuneo e Reggio Emilia, 34 su 42 sono donne”. È noto a tutti gli addetti ai lavori che la base delle imprese turistiche è prettamente femminile, che le donne si diradano nelle posizioni di middle management e che i maschi prevalgono - e prevaricano - nelle posizioni di vertice. Ma vendere viaggi e vacanze è un’attitudine più femminile che maschile, ça va sans dire. “Per tutelare questa professione non servono leggi, ma imprese più illuminate: penso al modello svedese, nel quale la qualità della vita professionale diventa il cardine intorno a cui ruota l’organizzazione aziendale. Ciò significa, da un lato, una remunerazione più allineata alla difficoltà e alle responsabilità del lavoro, dall’altro un migliore equilibrio tra attività lavorativa e vita privata”. Tradotto: Work life balance, ovvero il paradigma delle nuove generazioni espresso da un boomer. Sarà che Barroero, oltre a vederci lungo, ha due figlie Millennials, Giulia e Marta, in azienda?!
Ma Lei che lavoro fa? “Viaggi fighi per gente figa, punto”
Questa è esattamente la sensazione che ho avuto quando, sul palco del TTG 2022 di Rimini, ho domandato al mio primo ospite: “Ci spiega cos’è SiVola.it?”. Riposta secca: “Viaggi fighi per gente figa”. Punto. Io, freddato, ho pensato: “Ora questo scende e ci molla tutti come scemi”. Nicolò Balini è un genio, nel suo campo, e ora vi spiego perché. Lui si presenta così: “Sono Nicolò Balini, fotografo e videomaker bergamasco di 28 anni, viaggiatore da sempre. Ho aperto il mio canale Human Safari nel 2012 e sono diventato negli anni un punto di riferimento per il settore travel di YouTube Italia”. Un milione di iscritti su YouTube, altrettanti follower su Instagram, Facebook e Twitter presidiati (ma si capisce che non gli piacciono). Nel 2019 lui e altri quattro travel blogger (ma oggi preferiscono definirsi “content creator”) fondano SiVola.it, “il primo tour operator formato da un team di professionisti seguiti sui social da milioni di persone, che organizzano viaggi di gruppo sulla base dell’avventura, della propria esperienza personale e dalla diversità del loro punto di vista”. Diversità, ricordate questo concetto. Al TTG hanno presentato una joint-venture con Volonline di Luigi Deli e Luca Adami (che fornisce loro voli e hotel), allo scopo di vendere in agenzia, col brand Teorema Vacanze, i viaggi di gruppo SiVola.it. Coraggiosi. Nicolò non è un semplice YouTuber, uno che fa video in giro per il mondo (spesso su committenza) e li posta sui social. Human Safari è un “maître à penser”, ovvero uno che “per la sua opera e il suo esempio, rappresenta un significativo punto di riferimento per un gruppo, una società, una generazione”. Mi concedo un paragone azzardato: Nicolò sta ai suoi follower come Zerocalcare sta ai Millennials: entrambi rappresentano i valori, le aspettative, i bisogni della propria community. “Sono” la propria community. Per capirlo, basta un solo video: “Ovunque vado mangio PIZZA - food tour americano”, che - 48 ore dopo essere stato postato - ha ottenuto 220.000 visualizzazioni, 15.000 like, oltre 350 commenti (a diversi dei quali Nicolò risponde). Attraverso Massachusetts, New England, Rhode Island, Connecticut e infine New York City, con la pizza (!) come fil rouge, Nicolò racconta l’America. A modo (molto) suo. A Whitman, Mass. mostra l’insegna del ristorante che ha inventato il “chocolate chip cookie”, ovvero il biscotto con le gocce di cioccolato. A Plymouth, Mass. descrive la roccia sulla quale, nel 1620, approdarono i Padri Pellegrini della Mayflower, provenienti dalla Gran Bretagna. Attraversando il 42esimo parallelo ricorda che esso transita anche dall’Italia, precisamente da Termoli. Nel Rhode Island ricorda che è lo stato in cui si trova Quahog, immaginaria cittadina dove vivono i personaggi della serie televisiva “The Griffin” trasmessa sulla Fox. A Mistyc, Conn. va a mangiare da Mystic Pizza e ricorda che lì è stato girato un film con Julia Roberts. A Noak, Conn. prova il “clam chowder” (zuppa di vongole) coi gamberetti (“costosetti, per essere così pochi” nota). Ad Hammonasset Beach fa il bagno al tramonto, nell’oceano, e si rallegra di non aver dovuto pagare il parcheggio. Dopo un giro al supermercato per mostrare i prodotti più insoliti (il latte di capra in polvere) e il “cibo spazzatura di primissima qualità” da Shake Shak, restituisce l’auto a noleggio “Ci hanno mezzo truffato, Thrifty mai più!”. “A fine luglio a New York si sguarascia di caldo” è l’esordio nella Grande Mela, seguito dal Quartier Generale dei Ghostbusters “che spettacolo!”. Dopo la visita al Memoriale dell’11 settembre, a Manhattan, pausa pranzo con street food (“bao” panino cinese cotto al vapore e “churros” per 36 dollari in totale “buoni ma cari”), quindi visita del Museo dei nativi americani (apprezzato il fatto che sia “free admission”). Poi Kat’z Delicatessen: “Diventato famoso per Harry ti presento Sally (la scena di culto dell’orgasmo simulato - ndr), è una mezza trappola per turisti, però raga il panino è troppo buono, quindi non fatevelo scappare!”. Il tour finisce con la visita al negozio di Amazon Go, il tramonto su The Summit e l’addio a Times Square “Ogni volta che passo di qui mi sembra la scena di Capitan American che si ritrova nel futuro!”. Human Safari in tre mosse: - svariate citazioni, tra storia e cinema, musica e ovviamente food: comprensibili solo a chi ha gusti, età, vissuto di Nicolò - il tour è replicabile prenotando su SiVola.it "New York Cinema Tour" da CiakClub “La prima community italiana a parlare di cinema sui social, oggi pronta a portarvi in giro per il mondo per i vostri viaggi di gruppo a tema cinema” - recensione (N.B. certificata da Trustpilot) di Ilaria T. “Ma cosa ti dobbiamo dire Nik??? GRAZIE di esistere! Ogni storia ogni video è speciale...ricco di sapienza e x niente commerciale....tutto naturale grazie sei uno spettacolo favoloso supersonico....ci fai conoscere posti assurdi, non sono davvero i soliti viaggi dei tuoi colleghi e pensa che c'è qualcuno che si gasa x vedere x l’ennesima volta la solita storia New York e le solite cose commerciali ...anche new York tu la fai sembrare un’altra città sei nato x questo GRAZIE Nicolò” (seguono sei cuoricini - ndr). Ricordate la diversità di cui sopra? E capite perché Nicolò Balini è un genio? Ora provate ad andare a New York con una guida del Touring.
Giuseppe Pagliara e le 35 nazionalità del Valtur Cervinia Cristallo Ski Resort
“Il nostro mestiere è basato sull’accoglienza, senza discriminazione alcuna: chi sceglie i nostri resort può abitare dietro l’angolo o dall’altra parte del mondo, professare qualsiasi religione o credo, parlare l’inglese o un dialetto incomprensibile. Non c’è settore più accogliente e onnicomprensivo del turismo" dichiara Pagliara "Ne ho avuto ennesima prova, durante le feste di fine anno al nostro Valtur Cervinia Cristallo Ski Resort, che ha accolto la bellezza di 35 nazionalità. Tantissime! Abbiamo imparato tanto, soprattutto sulle differenze con le quali si vivono le vacanze in montagna. Eccole: Quelli che sciano meglio: danesi e inglesi. Si svegliano all'alba, fanno colazione alle 7.30, alle 7.59 sono in fila per la prima funivia. Hanno tutte le app meteo, la rete delle piste, gli orari nei quali è consigliabile fare il Ventina per non trovare troppi sciatori. I loro bambini sciano meglio di tutti e vincono le gare di fine corso. La sera apriamo il ristorante per i nordici, appunto, alle 18.30: parlano delle piste che faranno il giorno dopo, bevono di tutto, ma alle 22.00 sono già a letto. In discoteca non li ha mai visti nessuno (e questo, per i nostri barmen, non è il massimo…). Quelli che la neve la vedono per la prima volta: brasiliani. Per molti di loro - che arrivano dall'estate, quindi il freddo dei 2.000 metri di Cervinia li stende - è la prima volta sulla neve. E si vede. Diventano tutti bambini, dai 2 agli 80 anni. Sono gli ospiti più facili del mondo: li metti sulle piste, è tutto un "Que beleza! que vista! que diversão!" e sono contenti così. Se c'è il sole, però. Perché se è nuvolo, o nevica, allora è tristezza. Anzi, saudade. Poi, la sera si scatenano in discoteca: li dobbiamo mandare a letto noi, per chiudere il locale. Quelli che vengono per bere e per mangiare: i cinesi. Non sono grandi sciatori, peraltro vengono apposta per un selfie davanti a montagne imponenti come il Cervino. Passano gran parte del tempo nel resort e si godono tutti i ristoranti a disposizione. Per mangiare, certo, ma soprattutto per bere. Bene, anche. Ricordo un ospite cinese che, ogni pomeriggio dopo lo sci, si accomodava nella nostra winery, ordinava un Sassicaia o un Ornellaia, e se lo godeva in beata solitudine. Quelli che si dimenticano i bambini al miniclub: svedesi e americani. Lo sappiamo, non sono vacanze se i genitori non si liberano dei figli, soprattutto in montagna. Non a caso, noi ci occupiamo di loro, dai 3 anni del Mini-club ai 17 del Tribe: per tutti, le attività finiscono alle 23, non alle abituali 19. Svedesi e americani sono entusiasti del servizio: potessero, i figli ce li lascerebbero anche qualche notte… Quelli che tutte le sere farebbero l’alba in discoteca o al bar: italiani. È qui la festa! Per noi la vacanza in montagna è sciare, fare sport, godersi la montagna, ma soprattutto fare le ore piccole. Anche perché ci si passano sette giorni, non un week-end, e la mattina dopo si dorme fino a tardi. In più, facciamo DJ-set e abbiamo un cast artistico formato da 30 elementi, per l'intrattenimento. Insomma, a Cervinia abbiamo uno Ski Resort, ma potremmo chiamarlo Ski and Show Resort. Insomma, niente male, per uno che - il Cervino - l’ha visto la prima volta nel 2021...
“Il metaverso è solo spazzatura” dixit Tony Faddel
Su LogIn del Corriere della Sera: “Il metaverso è puro marketing (e alza in contemporanea il dito medio di entrambe le mani, ndr) e nessuno sa ancora esattamente cosa sia. Abbiamo tecnologie straordinarie in grado di risolvere problemi delle persone e dispositivi che consentono di creare cose che non esistono. Con la gravity sketch per esempio possiamo creare in 3D in ambienti 2D. Mi vedete a giocare in rete e inscenare i panni di un avatar? Il metaverso è solo spazzatura. Non ci si può relazionare con le persone solo tramite uno schermo, perché diventano relazioni tossiche. Quando non ci si relaziona fisicamente, si tende a dire cose che in una situazione reale non si direbbero mai. Così come Second Life prima e i social network adesso, creano conflittualità e discordia, lo stesso accadrà in modo amplificato con il metaverso. Provocherà solo problemi. Le menti andrebbero coinvolte non per fare cose stupide, come Facebook. L'intelligenza delle persone andrebbe applicata per risolvere i problemi reali”. Su Wired USA: "I think the metaverse is wrong. Yes, there are incredible uses for AR, VR, and XR—if they’re focused on a certain task. But in the virtual world, the meta world, whatever you want to call it, I can't look into your eyes, I can't see your face, to build trust and a real personal connection. There’s no dancing in the virtual world when people don't even have bodies. When I'm actually with someone, my hair stands up on the back of my neck, because my body has a sensor for that. But there's another reason I say fuck the metaverse. We have scarce brains, scarce resources, and very scarce time to fix the climate crisis. In 2008, when we had the Green Revolution, there was a lot of environmental activity in the world of startups. But social mobile stole all the brains and the talent away from the green problem. Now the climate crisis is worse than ever. And all those smart brains and all that money is devoted to solving a problem we don't have versus solving a problem we do. That's utterly wrong". Se volete leggere un’altra campana, clicca qui per leggere l’intervista del TTG a Massimiliano Nicolini.
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