Il 2008 si è chiuso con tanti problemi e, soprattutto, con grandi incertezze per il 2009: la vicenda Alitalia, con le negative ripercussioni sui bilanci delle adv, la crisi economica, l’impatto dovuto all’aumento delle tasse rispetto al prezzo del biglietto (grazie all’assurdo inserimento fra queste del fuel surcharge), la sentenza del Tar del Lazio in merito alle commissioni da riconoscere sul valore totale del biglietto: questi solo alcuni degli accadimenti che influenzeranno anche il futuro. Credo che mai come ora sia indispensabile un cambiamento del modello di business del nostro settore, sfruttando al meglio queste situazioni che, con un po’ di intraprendenza e “vision”, possono diventare grandi opportunità. Solo valorizzando diversamente il ruolo della distribuzione travel anche nelle relazioni economiche della filiera di business si può garantire una stabilizzazione nei rapporti fra fornitori e agenzie, una maggiore trasparenza verso il mercato, la valorizzazione delle aziende più innovative e performanti e non solo di quelle più “furbe”, la giusta remunerazione economica e di posizionamento sul mercato di tutti gli attori del business system. Un esempio su tutti? Se il prezzo del biglietto fosse determinato dalle singole agenzie attraverso l’applicazione del proprio mark-up direttamente sulla tariffa (non come è previsto attualmente), non ci sarebbe più necessità di dipendere dalle commissioni e dalle over delle compagnie aeree: l’agenzia diventerebbe finalmente un punto di distribuzione di servizi travel. Il cambiamento sarebbe epocale, ma dubito ci possano essere strade alternative al coraggio ed all’innovazione. Di questo e di molto altro parlo nel mio blog mindtravel.it – Il blog che parla di viaggi con la testa, vi aspetto lì.
Davide Rosi, a.d. e direttore generale BCD Travel








