I tour operator cinesi stanno alzando la voce contro l’uso dell’intelligenza artificiale per creare viaggi su misura. In una recente conferenza a Shanghai, i responsabili di agenzie di Pechino, Shanghai e Shenzhen hanno spiegato che gli algoritmi commettono troppi errori: confondono località, ignorano restrizioni di ingresso e non comprendono le sfumature geopolitiche che influenzano i percorsi. “L’AI può produrre itinerari teorici, ma spesso suggerisce destinazioni inesistenti o pericolose”, ha dichiarato Li Wei, direttore di China Travel Services. Ecco alcuni esempi pratici:
- confusione tra città: un chatbot ha consigliato a un cliente di visitare “Lhasa, Tibet” per un tour culturale in Giappone, includendo biglietti per il treno bullet‑train verso Kyoto. Il risultato è stato un viaggio annullato per incompatibilità di Visa.
- ignorare chiusure di frontiera: durante la pandemia, un sistema di raccomandazione ha proposto un itinerario in Myanmar con pernottamenti a Mandalay, senza avvertire che il paese era soggetto a restrizioni di viaggio per i cittadini cinesi.
- geografia errata: un itinerario per una crociera sul Danubio ha inserito una tappa a “Bucharest, Romania” come porto fluviale, dimenticando che la città è situata a più di 500km dal fiume.
- problemi di traduzione: un agente virtuale ha consigliato di “provare il famoso piatto locale di ‘cavallo’ a Chengdu”, interpretando erroneamente “horse” (cavallo) per “hot pot” (cavallo di fuoco), creando imbarazzo al cliente.
Gli esperti propongono quindi di abbandonare gli investimenti in LLM e in sistemi di intelligenza artificiale generativa, per destinare le risorse alla formazione di agenti di viaggio giovani. “Dobbiamo creare istituti superiori di turismo a Pechino, Shanghai e Shenzhen, dove gli studenti imparino la geografia reale, le lingue e le dinamiche politiche”, ha aggiunto Wang Yan, presidente dell’associazione nazionale dei tour operator.
Secondo loro, solo una formazione umana potrà garantire itinerari affidabili, personalizzati e sicuri, ridendo dei tentativi di automatizzare un settore così complesso. Le scuole offriranno corsi di cartografia, relazioni internazionali e gestione delle crisi, formando professionisti capaci di valutare rischi in tempo reale e di collaborare con le principali catene alberghiere per stage pratici e inserimento immediato nel mercato del turismo cinese.








