Ci sono business che tirano da matti, sembrano inarrestabili, poi improvvisamente si afflosciano.
ne aveva scritto, nel 2012, a proposito della scomparsa della catena di noleggio VXS e DVD Blockbuster. Ora pare giunto il momento dei “compro oro”, ovvero i negozi che acquistano e rivendono metalli preziosi: cresciuti a dismisura in cinque anni sino all’incredibile numero di 35.000, in tutta Italia, nel 2014 han chiuso in 13.000 e oggi se ne contano 22.000. Che sono comunque moltissimi, essendo nati sull’onda della crisi, che ha costretto tanti italiani a mettere mano al tesoretto di monili e gioielli, pur di tirare la fine del mese. Due, tra tante, le cause della ritirata: il crollo del prezzo dell’oro (salito fino a € 44 al grammo, oggi ne vale € 28) e la commistione tra commercio e riciclaggio di merce di dubbia provenienza (che ha messo tanti “compro oro” sotto l’occhio della Guardia di Finanza). Mettiamoci pure le sigarette elettroniche, insieme a DVD e “compro oro”, e sono almeno tre i business che le agenzie di viaggi hanno visto passargli davanti e poi scoppiare in una bolla. Non male, visto quello che - tanti anni fa - vaticinava quel profeta di sventure di Bill Gates.








