Chi è Roberto Gentile

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L’EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

gattinoni-franco.jpgvairo-caraffini-new.jpgAINeT, l’associazione dei network turistici fondata nel 2001 sotto l’egida dell’Unione del Commercio di Milano, ha riconfermato l’attuale Presidente ed eletto il nuovo Consiglio Direttivo. L’Assemblea ordinaria tenutasi il 9 luglio 2014 ha confermato Franco Gattinoni come Presidente per il quadriennio 2014-2018 (il primo mandato era stato conferito a marzo 2010, clicca qui) ed eletto i nuovi consiglieri: Luca Caraffini di Geo Travel Network, Gianpaolo Vairo di Welcome Travel, Ivano Zilio di Primarete Network,  Manuela Marazzini de Le Marmotte, Fabrizio Pisciotta di Bluvacanze (dimissionato a luglio 2014), Giorgio Lotti di Open Travel Network, Simone Frigerio di Frigerio Viaggi Network e Piergiorgio Reggio di Gattinoni Mondo di Vacanze. Riconfermato anche il segretario uscente Stefano d’Ayala Valva.

 

Due gli impegni che attendono il Presidente: l’ipotizzata fusione di AINeT con Fiavet, oggi presieduta da Fortunato Giovannoni, e con Federviaggio, guidata da Luca Patanè; proprio Patanè ha recentemente dichiarato che “un’unica federazione prenderà vita entro il 2014”, scatenando qualche reazione non esattamente in linea. Secondo, fare un po’ di proselitismo tra i network non ancora associati, quanto meno per rispondere alle uscite - non tutte in punta di piedi - di Robintur, Marsupio Group e One! Travel Network.

 

wired-vert3.jpgshowrooming_1.jpgWired, il magazine noto come “la Bibbia di Internet”, lo chiama Connected Commerce e ne celebra la nascita con un pezzo dedicato alla ricerca “Connected Commerce: A Snapshot of the Modern Shopper”, condotta dall’agenzia internazionale di marketing e tecnologia DigitasLBi in 12 Paesi (USA, Cina ed Europa, Italia compresa): 1.000 consumatori per nazione, monitorati nelle proprie abitudini di acquisto tra febbraio e marzo 2014. “Smartphone e tablet stanno rendendo sempre più labili i confini tra lo shopping tradizionale e l’eCommerce”, afferma Carol Pesenti, Head of Italy in DigitasLBi. “Se da un paio d’anni si è diffusa tra i consumatori la tendenza ROPO Research Online Purchase Offline (ci si documenta in rete su un prodotto prima di acquistarlo fisicamente in negozio, vedasi immagine sopra a destra), ora si assiste alla nascita del fenomeno inverso, lo Showrooming ovvero showrooming_2.jpgROPE Research Offline  Purchase Elsewhere (vedasi immagine sotto a destra): prima si visita il negozio per toccare dal vivo la merce, poi si procede all’acquisto on line, magari a un prezzo più contenuto”. Lo smartphone si colloca sempre più al centro dello shopping: sebbene solo il 28% dei possessori di un Samsung o di un iPhone abbia effettuato acquisti via mobile negli ultimi tre mesi, ben il 71,7% dichiara di utilizzarlo appena entrato in negozio. Sia per cercare maggiori informazioni sul prodotto che vuole acquistare (55,5%), sia per valutare recensioni lasciate da altri utenti (47,8%). Ma nello Showrooming è il prezzo a giocare il ruolo essenziale: una volta verificato che l’articolo “provato” in negozio è disponibile on line (oppure off line, ma altrove) a un prezzo migliore, il 65% decide di abbandonare il negozio, a condizione che la differenza di prezzo sia almeno del 5%; ma tale percentuale sale al 96%, se lo sconto applicato altrove si quadruplica al 20%. Cosa deve fare lo store tradizionale per “tenersi” il cliente? Può sfruttare la geo-localizzazione tipo Foursquare, garantendo al consumatore un voucher o un’offerta speciale direttamente sullo smartphone, una volta fatto il “check-in” in negozio. Può permettergli di personalizzare il prodotto che sta acquistando (ad esempio, un capo di abbigliamento con un accessorio) oppure di consultare una mappa che indichi dove si trovano determinati prodotti all’interno di un supermercato o di un centro commerciale. Quasi scontato il fatto che si debba poter pagare la merce direttamente dal proprio device, evitando code alla cassa. Il negozio “fisico”, raccontano i ricercatori di DigitasLBi, continua a mantenere un forte appeal per i consumatori che lo frequentano, soprattutto in Italia: serve per testare dal vivo i prodotti (per il 69,5%) o per affidarsi alla cortesia e all’esperienza di personale (51,8%). Ecco, cortesia ed esperienza: proprio gli atout di un’agenzia di viaggi “fisica” rispetto alle OLTA. Chissà quanti bravi agenti riusciranno a tenersi i clienti: anche quelli che smanettano selvaggiamente sull’iPhone, appena entrati in agenzia.

 

7_network-bmt-q.jpgNon è frequente vedere tutti insieme i vertici dei 7 network di agenzie leader al Centro Sud: eccoli invece riuniti a Napoli, in occasione dell’edizione 2014 di BMT. Da sinistra verso destra: Giuseppe Ambrosino, Via con Noi / Robintur; Adriano Apicella, Welcome Sud; Dante Colitta, Geo Travel Network; Franco Gattinoni, AINeT e Gattinoni Mondo di Vacanze; Matteo Equestre, E.T.Network Equestre Tour; Achille Lauro, Achille Lauro NeTravel; Giorgio Lotti, Open Travel Network / i Viaggi del Delfino. Tema del convegno: “Fare rete al centro-sud: modelli di business originali e vincenti, ovvero come dare valore aggiunto alle agenzie”. Affermazione più saggia, quella di Giuseppe Ambrosino: “Non credo che fare rete al Centro Sud sia diverso che al Nord... Non è questione di geografia, ma di saper fare bene il proprio lavoro, a prescindere che la sede della rete sia ad Aosta o a Trapani. L’esempio di Via con Noi è lampante: siamo una rete nata a Napoli e molto radicata al sud, con valori e relazioni proprie, alla quale la capofila bolognese ha affidato crescenti responsabilità, per tutte le agenzie Robintur e non solo per quelle da Napoli in giù".

 

colitta-caraffini-q.jpgSaranno al comando di Geo Travel Network fino al 2016, l’a.d. Luca Caraffini e il dir. commerciale Dante Colitta. Insieme a Claudio Busca, Fabrizio Filippi e Mauro Cavallini rappresentano il top management della rete acquisita nel 2011 da Alpitour e Costa Crociere, che ne detengono il 40% ciascuna, essendo il restante 20% in mano al management e a tre soci di capitale. Costa Crociere e Alpitour controllano anche il 100% di Welcome Travel Group, ma Caraffini e Colitta smentiscono voci di fusione: “Confermiamo la gestione separata rispetto a Welcome perché non sono sistemi che attualmente si possono integrare” dichiara Caraffini. “I soci di Geo dovranno valutare i risultati di questo investimento: chiaro che se compri un network e poi non ti porta nessun tipo di valore aggiunto è stato sbagliato qualcosa” puntualizza Colitta. Ma i numeri, per il momento, danno loro ragione: il bilancio 2013 è in utile, il perimetro delle agenzie resterà costante. Erano 1.600 a fine 2013 (1.200 Geo e 400 di network collegati), previsto il saldo a zero nel 2014 (150 uscite - compresa una quarantina di chiusure - e 150 entrate). C’è chi sta (molto) peggio.

cover-q.jpgcit-viaggi.jpgLa XIX Edizione del Rapporto sul Turismo Italiano, edito dalla Mercury di Firenze e a cura del Prof. Emilio Becheri dell’Università di Firenze, comprende il contributo di Roberto Gentile dal titolo “La distribuzione turistica in Italia: da bottega a grande distribuzione organizzata, un’evoluzione durata vent’anni”. Ecco l’incipit:

 

INDIPENDENTE VERSUS AGGREGATO

“Meglio soli che male accompagnati” è il mantra ripetuto da molte agenzie di viaggi “storiche” negli ultimi vent’anni. Quando la crescita dei network di agenzie si è trasformata da fenomeno di nicchia a vera e propria rivoluzione epocale, a partire dalla metà degli anni ’90, le agenzie di viaggi allora sulla piazza si trovarono di fronte a un bivio: l’indipendenza o l’aggregazione? Indipendenza significava mantenere l’assetto che l’agenzia aveva sin dalla fondazione, risalente magari a decenni prima: di stampo familiare, dove il passaggio generazionale era scontato, la cui insegna era spesso il cognome di famiglia (la Sbrojavacca Viaggi di Treviso, la Ormas Viaggi di Barletta). Aggregazione significava cogliere l’opportunità offerta dalle prime reti fondate in Italia, che importavano nel nostro settore dinamiche mutuate da altri (il franchising per GiraMondo Viaggi di Verona, il gruppo d’acquisto per Buon Viaggio Network di Milano). L’agenzia indipendente rivendicava la propria autonomia, una professionalità acquisita con grande impegno e un forte radicamento sul territorio. L’agenzia aggregata riconosceva il limite di non poter fare tutto da sola, quindi delegava alcune attività (la contrattualistica, ad esempio) alla rete di pertinenza, per concentrarsi sul core-business, ovvero sulla vendita al consumatore finale. Dopo vent’anni, nella prima metà degli anni ’10 del nuovo millennio, e più dell’80% delle agenzie connesse a una rete, l’esito della contesa ha visto un solo vincitore: l’aggregazione.

 

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