Chi è Roberto Gentile

rgentile sett21

L’EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

bann nicolaus feb22 160x124

CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

foto-luca-baldisserotto.jpgIl miglior network è quello che permette al maggior numero di persone di interconnettersi e collaborare attivamente, al fine di raggiungere il proprio scopo con successo e permettendo a ciascun singolo di sviluppare i propri talenti, le proprie passioni e il proprio ruolo! Non vedo futuro per l'agenzia di viaggi il cui titolare deve essere esperto di tutto (viaggi, Internet, marketing, vendite, contabilità ecc..) e non vedo futuro per i network il cui vertice decide tutto e costringe gli altri a seguirlo in modo passivo. Credo nei network che riescono a sviluppare una piattaforma collaborativa aperta, composta da strumenti, risorse e regole che permettano a ciascuno di collaborare attivamente e in tempo reale per vendere, creare prodotti turistici e/o strategie di marketing, in costante contatto e scambio con gli altri membri della stessa rete! Credo che il singolo avrà sempre meno possibilità di farcela in un mondo, come quello turistico, in cui essere agente di viaggi non significa più essere esperti di una destinazione, ma possedere nozioni di comunicazione, marketing, vendite, Internet, contabilità, aspetti legali, tecnologia ecc… Quindi, dal momento che non si può essere esperti di tutto, la soluzione è l’inserimento in un network che permetta di dare e avere le competenze che servono per sviluppare il proprio sogno nel mondo turistico! Grazie al web tutto questo è già fattibile e il mondo del turismo è il settore perfetto per trarne i massimi vantaggi!

Luca Baldisserotto, presidente Evolution Travel

 

foto-letizia-orsini.jpgDi ritorno da alcuni giorni dedicati a incontri con le agenzie di viaggio e ancora impressionata dalla partecipazione delle agenzie e dei tour operator al TTG Incontri di ottobre, mi convinco sempre di più che la scelta di molte low cost di lavorare con il trade sia la strada giusta e che la multicanalità favorisca solo l’allargamento del mercato. Sembra che il mondo si sia ribaltato rispetto a una decina di anni fa, quando la norma era lavorare solo con le compagnie tradizionali, quelle affidabili che pagavano elevate commissioni, mentre le low cost, che cominciavano ad affacciarsi sul mercato, venivano viste con perplessità, soprattutto per il fatto di rivolgersi al consumatore finale eliminando la distribuzione. E nonostante Ryanair abbia definito le agenzie di viaggio “i peggiori parassiti del sistema”, pur avendo in una prima fase lavorato con loro e avendo beneficiato del loro lavoro per affermarsi, la maggior parte delle low cost ha trovato il modo di collaborare con il trade con profitto e soddisfazione per entrambi, tanto che oggi tante agenzie ritengono più affidabili le compagnie low cost di alcune compagnie tradizionali e preferiscono indirizzare proprio su queste i loro clienti. L’argomento richiederebbe molto più spazio, ma se vi interessa sapere di più sulla nascita e l’affermazione delle compagnie low cost vi invito a leggere il mio libro “Volare low cost”, appena pubblicato da Hoepli Editore nella collana “Turismi e turisti”.

Letizia Orsini, country manager TUIfly

 

valeria-moretti.jpg Tanto è stato detto sui network, che il flusso inarrestabile di aggregazione nemmeno più sorprende. Abbiamo vissuto nascita ed evoluzione (o epilogo) di network (o presunti tali) di ogni genere. Viene persino lecito chiedersi quante bolle speculative coesistono nel fenomeno. Oggi i t.o. non si accontentano più di interlocutori che, forti di tante agenzie, chiedono commissioni e fee sempre più elevate. La credibilità di un network si misura in altro. C’è l’esigenza di andare oltre, far emergere necessità e aspettative, condividere strategie, progetti e, perchè no, impegni. Creare un rapporto che non sia di univoca convenienza, ma di reciproca soddisfazione. Per fare questo bisogna, da ambo i lati, fare delle scelte decise per concentrare attività, ottimizzare risorse e investimenti, dare il giusto valore al proprio partner. Se una parte si impegna a vendere in modo consapevole e con logica imprenditoriale, l’altra deve garantire le migliori opportunità di prezzo e prodotto, formazione, supporti commerciali. Il futuro impone una concreta sinergia tra agenzie e t.o., anche per affrontare le incognite del settore. Una fra tante il progresso del social networking nel turismo. MySpace (110 milioni di utenti) ospita Enti Nazionali per il Turismo, mentre in aprile Trip Advisor ha toccato la vetta dei 15 milioni di recensioni. Un dato impressionante, che deve far riflettere.

Valeria Moretti, responsabile relazioni network de i Grandi Viaggi

 

foto-enrico-scotti_red.jpgOra che l'aggregazione fra agenzie di viaggi è diventata la parte preminente della distribuzione e mentre il fenomeno delle OLTA basate sulle nuove tecnologie si sta gradualmente ibridando con le forme tradizionali, ripensiamo per un attimo ai colleghi che sono stati i promotori del fenomeno aggregativo, a quegli innovativi imprenditori che dal banco dei loro negozi hanno originato grandi idee e a volte grandi imprese. Non solo per rendere il giusto merito a colleghi come Enrico Allodi della Uvit di Parma, che fu importante promotore negli anni ‘80 della Turbo Italia, oppure come Paolo Chelo della Turisberg di Bergamo che fu ideatore con il sottoscritto di Buon Viaggio Network, per arrivare a esempi come i Patané e i Chianello padri e figli, che sono nel contempo felici esempi di buon ricambio generazionale. Ma anche per riflettere, a partire dalle loro case-history, sul modo articolato in cui è venuta esprimendosi la Grande Distribuzione Organizzata nel turismo, sempre al bivio fra forme forti e forme deboli. Le strutture societarie, la coesione contrattuale interna, la finanza, il conto economico, il marketing, l'organizzazione, i servizi sono tutti aspetti da cui dipenderanno l'impatto di mercato e il futuro dei vari soggetti. Con un'ultima non banale osservazione: raramente nel turismo italiano l'economia di scala ha fatto automaticamente premio, mentre più spesso sono stati efficaci l'esperienza professionale, l'intuito, la flessibilità, il senso pratico, il radicamento sul territorio dei buoni gestori di bottega, i singoli agenti di viaggi. Organizzare questi valori individuali e molteplici in un minimo comun denominatore con caratteristiche unitarie di azienda, questa è la grande sfida della distribuzione di oggi.

Enrico Scotti, amministratore unico gruppo Pontevecchio Servizi

 

mario-cardone-foto.jpg I network hanno superato le agenzie individuali, questo il dato che emerge da un recente studio di settore commissionato da Sabre a GFK e che ha coinvolto oltre 2.300 agenzie di viaggi in Italia. Quelle appartenenti a network risultano essere il 55% nel 2008 contro il 45% dello scorso anno, segno che la voglia di aggregazione, vuoi per scelta o per necessità, continua a essere in costante ascesa. Un dato sospinto anche dal numero crescente di nuove aperture, per lo più agenzie di piccole dimensioni, che contribuisce ad alimentare il mercato dei network. Il numero di agenzie di viaggi con meno di 400 clienti che hanno acquistato almeno una vacanza rappresenta il 37% sul totale - una crescita record del 29% anno su anno -  a differenza del mercato tra i 400 e i 1000 clienti, in calo del 6,4%, e quello oltre i 1000 clienti sostanzialmente stabile sui valori dello scorso anno. La percentuale di agenzie di viaggi in cui il titolare lavora all’interno della stessa è passata da 80,9% nel 2007 a 81,4% nel 2008 e il numero medio di banconisti per agenzia è passato da 2.7 a 2.6, entrambi indice di un mercato ancora estremamente frammentato, soprattutto se paragonato ai principali mercati europei. Oltre il 40% delle adv dichiara di non utilizzare un sistema gestionale, il 65% di non avere un sito Internet (il 78% di quelli che hanno il sito Internet non offre la possibilità di effettuare prenotazioni online), il 58% di non utilizzare un GDS, il 41% di utilizzare ancora il telefono per la prenotazione di pacchetti turistici e il 49% dichiara di non effettuare alcuna attività di marketing. Dunque, gli spazi di ulteriore crescita e di recupero della marginalità, attraverso maggiori efficienze operative, sono ancora immensi: da qui l’invito per i network nostrani di non lasciarsi sfuggire l’occasione e saper cogliere queste opportunità, attraverso soluzioni e strumenti in grado di recepire le esigenze del mercato e creare valore aggiunto, contribuendo alla crescita di tutto il settore. Con entusiasmo e determinazione, e prima che lo faccia qualcuno dei grandi network stranieri che operano in mercati maggiormente strutturati (vedi Francia e Spagna) e che guardano all’Italia con sempre maggiore interesse. Buon lavoro a tutti!

Mario Cardone, A.D. Sabre Italia & Vice President Sud Europa